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Intervista

Massini, un alfabeto di emozioni

Massini, un alfabeto di emozioni

di Isabella Spagnoli

14 Maggio 2022,03:01

Stefano Massini, maestro nel coniugare una spiccata vena letteraria a un forte estro di narratore dal vivo, salirà sul palco del Teatro Regio, martedì, alle 21, protagonista dello spettacolo «Alfabeto delle emozioni» che fa parte della rassegna «Tutti a teatro», realizzata da Caos organizzazione spettacoli con il contributo organizzativo di Arci Parma. Massini definito «il raccontastorie» più popolare del momento, amatissimo grazie ai suoi racconti in tv del giovedì sera a «Piazzapulita», prenderà per mano lo spettatore conducendolo in un viaggio nel labirinto delle emozioni, del nostro sentire e sentirci.

Lo spettacolo (che giunge a Parma dopo due anni dal suo debutto), ha raccolto consensi in tutta Italia. «E’ vero, il pubblico è particolarmente coinvolto, si sente protagonista delle storie che racconto, primo attore messo a nudo nelle proprie emozioni».

Noi siamo quello che proviamo. Raccontarci agli altri significa svelare le nostre emozioni. E’ questo il succo dello spettacolo?

«Le emozioni possono essere definite materiale a rischio, che noi non possiamo controllare, capace di coglierci sempre di sorpresa. Mi sono reso conto che l’unico modo per raccontare questa materia "incandescente" era pormi davanti al pubblico come un equilibrista senza rete. Mi sono inventato, dunque, un gioco quasi spietato che prevede un meccanismo curioso. In scena, al mio fianco, ho dei bauli, che contengono lettere dell’alfabeto, in legno. Ogni sera accade il miracolo del sorteggio. Le lettere dell’alfabeto sono 21 io, durante ogni replica, ne estraggo 7. Nella mia mente ho sempre comunque pronti 21 racconti da svelare al pubblico, è poi il destino a farmi pescare le lettere per quella determinata serata».

A come angoscia, D come dolore, G come gioia, O come odio, P come paura e via dicendo?

«Proprio così. Ogni replica è diversa, così come è differente il nostro vivere, nessuno può sapere cosa ci aspetta dopo cinque minuti, dopo un mese o un anno. Lo spettacolo riproduce questo meccanismo. Qualche spettatore ha deciso di assistere a diverse repliche per accertarsi che la rappresentazione fosse sempre differente ed è rimasto entusiasta».

Ad andare in scena sono la fragilità e la forza dell’essere umano?

«Dipende da quale luce accendiamo. Quello che per noi può essere un momento di forza può poi trasformarsi in un momento di fragilità e viceversa. Non è facilissimo dare nome a ciò che proviamo. Lo spettacolo si basa infatti sul paradosso. Cerca di organizzare le emozioni dentro l’alfabeto ma al tempo stesso dimostra che è difficile dare nomi a ciò che sentiamo. Le emozioni sono materiale liquido che si falda fra le mani».

Massini che è stato a Parma in occasione del 25 aprile, parlando ai cittadini in Piazza Garibaldi, si dice onorato di tornare nella nostra città. «In quell’occasione mi sono sentito accolto e compreso. I parmigiani mi hanno dimostrato immenso affetto e sono molto felice di incontrarli di nuovo al Regio». I biglietti sono in vendita tramite il circuito www.ticketone.it e all’Arci di Parma di via Testi.

© Riproduzione riservata

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