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Prati Bocchi

Addio a Mario Aurora, il dirigente della società sportiva del Pablo

Addio a Mario Aurora, il dirigente della società sportiva del Pablo

19 Maggio 2022,03:01

Per un dirigente sportivo, portare il cognome identico al nome della squadra che dirige, è un fatto del tutto singolare che sembra essere dettato dal destino.

Per Mario Aurora, scomparso nei giorni scorsi all’età di 72 anni, è andata proprio così, infatti ricoprì, per tanti anni, l’incarico di dirigente dell’Aurora, la mitica società sportiva di piazzale Pablo.

Correva l’anno 1955. La zona, battezzata dai parmigiani «Prati Bocchi» ( «Prè Bocia»), non era altro che una vasta distesa di campi interrotti, qua e là, da qualche casetta. In mezzo a questa area il complesso del «nuovo» ospedale troneggiava maestosamente in mezzo alla campagna.

Ebbene, in questa zona agreste alle porte della città che si intravedeva da lontano con le Torri dei Paolotti che facevano da sfondo, un locale di fortuna ospitò una chiesetta che, in seguito, si trasformò nel bel complesso parrocchiale di Santa Maria della Pace in piazzale Pablo.

E fu proprio il cappellano di questa chiesetta, don Giovanni Dall’Asta, il quale, unitamente all’appuntato dei carabinieri Giuseppe Oggero, diede vita a quell’Aurora dai colori rossoblù che avrebbe dipinto di gioventù, sport e amicizia il firmamento del quartiere.

L’Aurora iniziò subito la propria attività sportiva attraverso una squadra di calcio con il duplice intento: di rendere un omaggio allo sport più popolare del mondo ma, soprattutto, di riunire i numerosi ragazzi della zona che, in questo modo, potevano avere un punto di riferimento ricreativo e formativo.

Mario Aurora, nativo di Taranto, giunse molto giovane nella nostra città dove trovò lavoro come impiegato all’Inail. La passione di Mario era comunque il calcio, quel calcio «minore» dove poter essere utile, non solo alla formazione fisica, ma morale dei giovani i quali, la loro partita più importante, l’avrebbero dovuta disputare con la vita.

Mario, tutto ciò lo ebbe sempre ben presente poiché per lui, l’Aurora, era una grande famiglia alla quale era legatissimo. «Mario - ricorda Benito Zoni, già presidente del sodalizio rossoblu - è stato un grande dirigente, il direttore sportivo per eccellenza, attivamente impegnato tra il 1980 e il 2000, onnipresente sulla prima squadra. Gestiva le relazioni, scriveva i resoconti, promuoveva in consiglio gli eventi e i momenti ricreativi. Persona votata all’Aurora, aveva contribuito a stenderne lo statuto. Uomo di teoria e di pratica, esprimeva rare qualità organizzative ed incontenibile passione. Un grande tifoso dal temperamento, al tempo stesso istrionico e signorile, come l’indimenticato Gabriele Allodi, lo storico capitano, un altro leader appassionato, probabilmente il migliore calciatore della storia della società. Li vogliamo ricordare entrambi in campo, vestiti dei colori rossoblu dell’Aurora».

Lo.Sar.

© Riproduzione riservata

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