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PATTEGGIAMENTO

Ruba un cappello e minaccia l'addetto con un taser: 1 anno e 4 mesi

Ruba un cappello e minaccia l'addetto con un taser: 1 anno e 4 mesi

19 Maggio 2022,03:01

Se ne andava in giro con un'arma speciale. Non mortale, ma sicuramente altrettanto efficace per guadagnarsi la fuga. Un taser, quel marchingegno che, avvicinato al corpo, dà scosse elettriche ben poco piacevoli. Vent'anni, senegalese, il 23 marzo scorso l'aveva tirato fuori non appena il responsabile dello store «Scarpamondo» l'aveva fermato poco dopo che era risuonato l'allarme dell'anti-taccheggio. D'altra parte, qualcosa da nascondere l'aveva: un cappello che non aveva certo intenzione di pagare. «Forse è questo», gli aveva anche detto con tono minaccioso quando il dipendente gli aveva chiesto di tirare fuori la merce, esibendo però il taser. Ed era bastato vedere quell'aggeggio perché il dipendente, ovviamente spaventato, indietreggiasse, mentre lui se l'era data subito a gambe. Ma la fuga era durata poco: erano stati poi i carabinieri a intercettarlo. E l'altro giorno ha patteggiato 1 anno e 4 mesi, oltre al pagamento di 300 euro di multa, per rapina e porto abusivo di oggetti atti a offendere.

Era fuggito con un cappello: un valore minino, ma mostrare quel taser gli aveva aperto la strada. Dalla zona di via Cremonese, dove ha sede lo store, aveva macinato metri fino in centro. I militari avevano avviato le ricerche insieme ad altre pattuglie. Poco dopo, nelle vicinanze della stazione ferroviaria, avevano notato una persona corrispondente alla descrizione che era stata fatta dal responsabile del negozio. Si erano avvicinati per identificarlo, ma lui era fuggito lungo il primo binario della ferrovia, per poi continuare a correre per le vie circostanti fino a viale Giulio Cesare. Ma era chiaro che non poteva andare lontano, e lì era stato bloccato.

Era spuntato il cappello rubato. E lungo il binario era stato ritrovato il taser. Accanto c'era anche una pinza, forse utilizzata per togliere l’etichetta. Anche se non era stato un «lavoro a regola d'arte», visto che l'allarme dell'anti-taccheggio era scattato.

r.c.

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