×
×
☰ MENU

La storia

Salvano una vita col defibrillatore tenuto in auto

Salvano una vita col defibrillatore tenuto in auto

di Nicolò Bertolini

21 Maggio 2022,03:01

Si chiama Stefania e la sua vita è stata salvata da un’applicazione. Il nome è di fantasia, ma in questa storia, di fantasia ce n’è ben poca.

L’app, stella del 118 della regione Emilia-Romagna, si chiama DaeRespondER e segnala gli arresti cardiaci nelle vicinanze: la attiva il 118 stesso.

Alla chiamata «non cosciente, non respira» (il cosiddetto “codice blu”) squilla una notifica nel dispositivo di centinaia di «first responder»; è proprio il 118 che segnala un’emergenza della massima gravità a tutte le persone disponibili.

Se sei nelle vicinanze e riesci a procurarti un defibrillatore (ce ne sono parecchi sparsi per le strade della città in punti strategici studiati sulla base della popolazione ed agli eventi pregressi, l’app segnala anche quelli), puoi salvare una vita.

Ed è quello che hanno fatto Matteo Csermely ed Elisa Cerretani, due amici entrambi volontari del comitato Croce Rossa Parma che sabato 30 aprile, mentre erano fuori servizio, hanno risposto ad uno squillo dell’app.

Matteo, 39 anni, consulente patrimoniale, è volontario Cri dalla primavera del 2021, dopo aver fatto un’esperienza sulle ambulanze di un’altra associazione durante il lockdown. Elisa, 28 anni, originaria di Porto Sant’Elpidio, dottoranda in medicina molecolare all’Università di Ferrara, si occupa di ricerca nell’ambito onco-ematologico ed è volontaria Cri da non più di un anno.

Matteo tiene in macchina un defibrillatore. «Quella sera io ed Elisa eravamo in auto assieme per raggiungere gli amici ad una festa - racconta Matteo - quando sul mio telefono è arrivata la notifica dell’app DaeRespondER: vicino a noi c’era un arresto cardiaco». I due non hanno esitato. «Abbiamo capito che saremmo potuti intervenire e, in pochissimi minuti, siamo arrivati».

«Abbiamo trovato la signora riversa e la figlia che aveva già iniziato il massaggio cardiaco sotto la guida telefonica dell’operatore della Centrale. Per prima cosa abbiamo applicato le placche e, una volta acceso, il Dae ha subito iniziato a fare l’analisi ed ha scaricato».

I due volontari hanno così erogato quella «scossa» che salva la vita. Poco dopo sono arrivate l’automedica e l’ambulanza, ma la «differenza» era già stata fatta. Oggi la signora è fuori pericolo e sta bene.

«Durante il lockdown - spiega Matteo - avevo imparato l’importanza delle manovre salvavita e della defibrillazione precoce, così ho scaricato l’app DaeRespondER sperando di potermi trovare nel posto giusto al momento giusto». E così è stato. Matteo ha anche un defibrillatore in auto: «Per questo ringrazio un mio caro amico. Quando gli ho parlato della mia intenzione di aderire a questo progetto, dopo pochi giorni si è presentato nel mio ufficio con la scatola di un Dae».

«È difficile spiegare cosa abbiamo provato - racconta Elisa - In quei momenti c’è tanta concentrazione e razionalità per cui la prima sensazione avuta dopo era di incredulità. Il vortice di emozioni e sensazioni positive è arrivato quando la Centrale 118 ha chiamato per informarci che la signora era fuori pericolo e che avrebbe voluto ringraziarci personalmente».

«L’applicazione è importantissima – dicono Adriano Furlan e Giulio Bernardini rispettivamente direttore e coordinatore infermieristico della centrale operativa 118 Emilia Ovest – lo scopo dell’App DaeRespondER è quello di portare sul luogo dell’arresto cardiaco un Dae nel più breve tempo possibile, erogando la scarica terapeutica qualora ne venga segnalata la necessità. Nel 2022 la Centrale operativa 118 in provincia di Parma ha generato 91 “codici blu” che hanno permesso a quattro DaeRespondER di arrivare prima dei mezzi di soccorso sul luogo dell’evento. Attualmente sono 865 i Dae disponibili in tutta la provincia, di cui circa 370 solo a Parma, a disposizione dei cittadini, la cui posizione è verificabile nella applicazione stessa. Attualmente la app DaeRespondER è l’unica in Italia integrata con gli applicativi gestionali di centrale operativa e gli infermieri 118 sono pronti a guidare nella chiamata con delle istruzioni precise le persone che intervengono, coordinandole».

«Innanzitutto, i miei auguri di una pronta guarigione alla signora - dice il direttore sanitario dell’Azienda Ospedaliero-Universitaria di Parma Ettore Brianti - È un bel caso che ha sottolineato una volta di più l’utilità dell’app DaeRespondER e ha messo in luce la tempestività e l’efficacia di un sistema come quello dell’emergenza-urgenza che coinvolge la Centrale 118, una rete di volontari preparati e le due aziende sanitarie Ospedale e Ausl. Il contributo di ciascuno di loro ha fatto la differenza e agevolato la successiva presa in carico nei reparti ospedalieri di rianimazione e di cardiologia».

«Matteo ed Elisa sono stati formidabili e fondamentali - conclude la figlia della donna salvata - Non potete immaginare la mia felicità in questi giorni, consapevole che mia madre è stata salvata da due “angeli”, coraggiosi e formati. Grazie di cuore a tutti coloro che hanno contribuito a salvare mia madre».

Nicolò Bertolini

© Riproduzione riservata

Commenta la notizia

Comment

Condividi le tue opinioni su Gazzetta di Parma

Caratteri rimanenti: 1000

commenti 0

CRONACA DI PARMA

GUSTO

GOSSIP

ANIMALI