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Intervista

Edoardo Bennato: «Le guerre? Sono gare di stupidità»

Edoardo Bennato: «Le guerre? Sono gare di stupidità»

di Pierangelo Pettenati

23 Maggio 2022,03:01

Edoardo Bennato da Bagnoli, Napoli, il primo vero grande rocker italiano, stasera alle 21 sarà al Teatro Valli di Reggio Emilia per il «Peter Pan Rock’n’Roll Tour», inserito nella rassegna di musica d’autore «Leggera» nata dalla partnership tra Arci Reggio Emilia e Gruppo Hera. Il concerto recupera la data annullata nel 2020 a causa del Covid, per cui nell’intervista accordata alla Gazzetta di Parma ripartiamo proprio dal significato di tornare a esibirsi davanti al pubblico: «Per me significa finalmente riprendere il contatto. Lo scambio di emozioni tra il palco e le persone che vengono al concerto è fondamentale… direi quasi vitale...».

Le critiche alle esibizioni al concerto del Primo Maggio a Roma sono la prova di un netto distacco tra chi sa suonare dal vivo e chi no. Lei che è stato il primo italiano a suonare negli stadi, cosa pensa sia successo alla musica?

«La musica live è parte integrante della cultura di un Paese. Solo ascoltando un concerto dal vivo si può avere un’esperienza unica. Una magia che si ripete ogni volta in modo diverso attraverso le buone vibrazioni che solo la musica può dare sul piano collettivo, al di là di ogni futile polemica. Un concerto è un fenomenale momento di aggregazione e, talvolta anche di discussione».

La sua generazione ha sempre portato al pubblico temi e parole importanti; la musica e le canzoni hanno ancora questo valore?

«Si dice che una canzone non possa cambiare il mondo… in parte è vero ma può, a volte, accendere un faro su qualche argomento o almeno tentare di far guardare le cose da un altro punto di vista. Sono convinto che spesso il rock è stato in grado di accelerare i cambiamenti, anche per quanto riguarda grandi processi storici».

In questo concerto ci sarà più spazio per le canzoni storiche o quelle nuove?

«Sarà uno spettacolo ad alto contenuto Rock&Blues, senza sorta di continuità tra passato, presente e anche futuro!».

Nel disco «La torre di Babele», ripubblicato l’anno scorso, c’è una canzone dal titolo «Viva la guerra»; cosa pensa di questa guerra scatenata in Ucraina?

«Quello che penso della guerra l’ho detto anche in una canzonetta che si chiama “A cosa serve la guerra”: serve soltanto a vincere la gara della stupidità. La copertina della Torre di Babele è una sorta di “scatto fotografico” dell’umanità che si fa la guerra… dalle clave dell’uomo della pietra all’arma nucleare… un’idiozia senza fine!»

Cosa c’è nel suo immediato futuro? Nuove canzoni, altri concerti o un po’ di riposo?

«Una volta Fabrizio De André, che era mio amico, mi disse: “Edoardo, il giorno che avrai la percezione di non avere più nulla da dire, smetti”… credo di avere ancora qualcosa da dire… per cui… sono al lavoro!».

Info: biglietteria de I Teatri di Reggio Emilia (0522/458811 - biglietteria@iteatri.re.it).

Pierangelo Pettenati

© Riproduzione riservata

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