×
×
☰ MENU

Demografia

L'Istat lancia da Parma l'allarme denatalità

L'Istat lancia da Parma l'allarme denatalità

di Luca Molinari

24 Maggio 2022,03:01

Parma invecchia e le culle sono sempre più vuote. E' un quadro allarmante quello che emerge dai dati Istat sulla natalità, illustrati ieri sera da Gian Carlo Blangiardo. Il presidente di Istat è intervenuto durante l'incontro «Sperare vita - Culle vuote anche a Parma: conseguenze e proposte per un cambio di rotta» svoltosi all'auditorium Toscanini e organizzato dalla diocesi e dal Forum delle associazioni familiari dell'Emilia Romagna. Don Demetrio Ferri, direttore dell'ufficio per la Pastorale famigliare, ha portato i saluti del vescovo Enrico Solmi impegnato a Roma all'assemblea generale della Cei.

«Demografia debole»

«A livello nazionale - ha esordito Blangiardo - la demografia è debole. Lo era prima del Covid e ora si è ulteriormente indebolita. Sul fronte natalità, lo scorso anno i nuovi nati sono stati 399mila, il numero più basso di sempre». Le previsioni da qui al 2070, dicono che la popolazione potrebbe passare da 59,2 a 47,6 milioni.

«Parma tra luci e ombre»

«A Parma - ha precisato Blangiardo - si conferma e si accentua la superiorità del numero dei morti sui nuovi nati (nel 2030 si calcola che i morti saranno 2300 contro 1200 nuovi nati ndr), ma gli abitanti da qui al 2030 dovrebbero continuare a crescere fino a sfiorare quota 210mila». Il calo dei nuovi nati è controbilanciato grazie all'immigrazione. «L'apporto migratorio è già significativo a Parma - ha commentato il presidente di Istat - ma riteniamo che possa persistere e portare a una crescita della popolazione, a differenza di quanto avverrà in Italia».

Aumentano gli anziani

A Parma tra dieci anni una persona su quattro avrà almeno 65 anni mentre l'età media aumenterà di 2,5 anni. «Si passerà dagli attuali 46,2 anni a 48,7 - ha precisato -. Quanto alle persone tra 90 e 94 anni, aumenteranno del 33 per cento, quelle ultranovantacinquenni di quasi il 40 per cento». Il tasso di fecondità nazionale è pari a 1,24 e Parma è in linea. «Anche se si riuscisse a ritornare a una media di due figli per donna - ha osservato - non risolveremmo il problema perché in futuro le potenziali mamme saranno sempre meno. Per anni abbiamo deteriorato il potenziale riproduttivo del Paese».

Le proposte

Alfredo Caltabiano, presidente del Forum associazioni familiari, ha lanciato varie proposte: «la creazione di una agenzia comunale per la natalità e la famiglia», «l'applicazione di un quoziente familiare per correggere le iniquità dell'Isee», l'adesione al «network dei Comuni amici della famiglia» e al «Family network» per certificare i Comuni e le aziende che fanno politiche di conciliazione lavoro-famiglia. Più provocatoria la proposta del «riconoscimento del diritto al voto ai minori». Angela Calò, segretario generale aggiunto della Cisl Parma Piacenza, ha ribadito la necessità di promuovere «misure strutturali a sostegno della maternità e paternità, a partire da una adeguata rete di servizi per l'infanzia».

© Riproduzione riservata

Commenta la notizia

Comment

Condividi le tue opinioni su Gazzetta di Parma

Caratteri rimanenti: 1000

commenti 0

CRONACA DI PARMA

GUSTO

GOSSIP

ANIMALI