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LE REAZIONI

I commenti al sondaggio della «Gazzetta»: «I giochi sono aperti» «Lavorare a testa bassa»

I commenti al sondaggio della «Gazzetta»: «I giochi sono aperti» «Lavorare a testa bassa»

di Luca Molinari

28 Maggio 2022,03:01

C'è chi predica prudenza e chi, invece, non nasconde il proprio ottimismo. Non si sono fatte attendere le reazioni dei candidati sindaco e delle principali forze politiche al sondaggio sulle prossime comunali, realizzato per la «Gazzetta» da Euromedia research e pubblicato sul giornale di giovedì e di ieri.

Le intenzioni di voto

Dal sondaggio emerge che Michele Guerra uscirebbe dal primo turno in netto vantaggio rispetto a Pietro Vignali, ma soltanto grazie alla divisione del centrodestra. Sommando i voti ipotizzati per l'ex sindaco e quelli per Priamo Bocchi (Fratelli d'Italia) si ottiene una percentuale di preferenze praticamente identica fra i due principali candidati. Appare quindi quasi certo che la partita elettorale non possa chiudersi al primo turno, ma debba proseguire al ballottaggio.

Michele Guerra

Il candidato della coalizione di centrosinistra avrebbe una forbice di consensi che oscilla fra il 36,7 e il 40,9 per cento. «Continuiamo a lavorare come stiamo facendo - dichiara - incontrando la città, illustrando le nostre idee e raccogliendo le energie migliori che Parma sa offrire. C'è bisogno di un progetto nuovo, che guardi avanti e sappia interpretare il tempo in cui viviamo. Un progetto che non vuole voltarsi verso il passato in modo nostalgico e anacronistico».

Pietro Vignali

L'ex sindaco si piazza al secondo posto con una percentuale di preferenze compresa tra il 25,2 e il 29,2 per cento. «Dall’indagine della Gazzetta emerge con chiarezza quello che si respira in città: siamo l’unica alternativa al «Pizzarotti tris» rappresentato dal candidato del centrosinistra - dichiara -. Questo vale sia per il primo turno che per il ballottaggio. Alla mia lista civica viene attribuito un possibile risultato di quasi il 10 per cento, segno che il civismo è decisamente vivo a Parma. Questo ci dà l’entusiasmo per lavorare con ancora più impegno. Il fatto che l’elettorato che si oppone a questo centrosinistra a guida bolognese non abbia potuto contare su una rappresentanza unitaria, ha influenzato il dato, ma sono certo che sapremo riunirlo per la sfida decisiva del ballottaggio, insieme a tutti i parmigiani che non vogliono altri cinque anni di pizzarottismo».

Dario Costi

Il candidato civico occupa il terzo posto con consensi che oscillano tra l'11,2 e il 14,2 per cento. «Come ha ben spiegato Alessandra Ghisleri - rimarca - dietro di me non c'è la forza dei partiti ma della gente che in poco tempo ha permesso che da una lista si arrivasse a quattro. Questo, unito al fatto che sono un volto nuovo per la politica, sconto inevitabilmente un deficit di notorietà rispetto a chi invece è da decenni sullo scenario locale con fortune alterne. La ricetta è continuare a consumare le scarpe, girare Parma e ascoltare le persone e ragionare su idee e progetti per una nuova città. Ho un indice di fiducia molto alto, il più alto, fra chi mi conosce e questo è un vantaggio nel proseguo della campagna nel convincere i parmigiani della bontà del mio progetto».

Priamo Bocchi

Il candidato di Fratelli d'Italia ha una percentuale di consensi a doppia cifra (10-12,8 per cento). «Si tratta di un dato soddisfacente, che ci conforta - spiega - . Siamo partiti per ultimi, ma abbiamo un grande margine di crescita; il nostro obiettivo è quello di andare al ballottaggio. Se questo non dovesse succedere, faremo tutte le valutazioni del caso al momento opportuno».

Giampaolo Lavagetto

Il candidato di «Per Parma 2032» potrebbe raggiungere il 4,5 per cento (risultato minimo 3 per cento). «Invitiamo i cittadini a fare le proprie valutazioni in queste ultime settimane prima del voto, basandosi sulla conoscenza dei candidati e non sulle intenzioni di voto che puntano ad indirizzare le preferenze e a pensare erroneamente che i giochi siano già fatti, senza tenere conto della grande percentuale di indecisi».

Andrea Bui

Il candidato di Potere al Popolo, Prc -Pci si attesta tra l'1,8 e il 3,1 per cento. «Con tutte le prudenze doverose per un sondaggio, emerge che il voto alle nostre liste è l'unico che ha la reale possibilità di fare entrare un consigliere che porti la questione sociale e ambientale dentro al consiglio comunale - osserva -. La sinistra stampella dell'alleanza di palazzo Pd- Effetto Parma mostra tutta la sua insignificanza numerica e politica. Diciamo questo ai tanti indecisi: il ballottaggio è certo, dunque al primo turno votate chi è più vicino alle vostre idee».

Enrico Ottolini

Il candidato di Europa Verde si piazza all'1,8 per cento (minimo 1,2 massimo 2,4 per cento). «I sondaggi lasciano il tempo che trovano - commenta - Il riscontro che stiamo ricevendo nella realtà ci dà speranza e fiducia in un buon risultato. Sui temi al centro della campagna, ossia le infrastrutture e i trasporti, a partire dall’aeroporto, la posizione di Europa Verde è limpida e coerente, senza le ambiguità degli altri schieramenti. I cittadini sanno di trovare in noi la tutela dell’ambiente e della salute».

Marco Adorni

Il candidato de «L'Altra Parma» dovrebbe ottenere tra lo 0,3 e lo 0,9 per cento. «Il risultato non mi sorprende - dice - perché siamo una forza giovanissima e Parma ci conosce poco. Contiamo sulla forza delle nostre idee; si tratta di una esperienza di grande valore, che ci mette in contatto con problemi reali della città. Da parte nostra continueremo a rappresentare quella parte di cittadini che si è sentita abbandonata e non rappresentata dalle scelte dell'Amministrazione».

Gaetano Vilnò

La forbice prevista per il candidato di «Noi siamo davvero» è tra lo 0,2 e lo 0,8 per cento. «I sondaggi vanno presi con le pinze, ma la cosa che sconforta maggiormente è il fatto che ci siano tantissime persone che sono disinteressate alla politica, forse anche a ragione. Auspico che proprio questa parte di persone intervengano, si informino e vengano a votare».

Luca Galardi

Il candidato di «Verità 3V libertà» ha una percentuale di preferenze che oscilla tra lo 0,2 e lo 0,4 per cento. «Siamo certi che il risultato delle urne del 12 giugno sarà differente nonostante l'impegno profuso nel denigrare i cittadini che lottano per la Verità e la Libertà - spiega -. E' già accaduto in altri comuni che i sondaggi, che vedevano come ultimi i candidati del partito 3V, si siano rivelati errati».

I commenti dei partiti

Per quanto riguarda le liste, emerge che i due terzi dei consensi di Guerra arriverebbero dal Pd, mentre per quanto riguarda Vignali la Lega, seppur in forte calo, sarebbe la lista con più consensi.

Michele Vanolli (Pd)

Il segretario cittadino del Partito Democratico è chiaro: «Siamo lieti di questa analisi che va a sostenere la coalizione e il candidato sindaco Michele Guerra. Ma la comunità dei democratici rimane umile e siamo ben lontani dal montarci la testa, non è nel nostro stile. Ci sono ancora 2 settimane al voto del 12 Giugno dove saremo chiamati a decidere del futuro della nostra città. Pancia a terra, stiamo lavorando con i candidati e attivisti per portare il programma del Pd e della coalizione nelle case dei parmigiani. Ci stiamo prendendo il tempo che serve per ascoltare tutti e tutte con serietà e dedizione».

Effetto Parma

«Per noi il dato importante - si legge in una nota - è sapere che i parmigiani, ad oggi, confermerebbero alla guida della città il civismo di Effetto Parma e la grande coalizione del centrosinistra. Effetto Parma è il collante tra il centrosinistra e il civismo parmigiano, di cui oggi vediamo in città una grande richiesta. C’è tempo per confermare i risultati e, questo l’obiettivo, convincere sempre più parmigiani che la qualità della vita, l’onestà e progetti di rilancio per Parma non sono barattabili con la mala amministrazione della destra, di cui ricordiamo bene scandali e sperperi di denaro pubblico».

Sabrina Alberini (Lega)

La referente provinciale della Lega, commenta: «Con la grande dispersione del voto su tante liste, per la Lega superare bene il 10 per cento sarebbe un buon risultato. Inoltre, Guerra intorno al 40 significherebbe che la somma Pd - Pizzarotti è molto al di sotto del voto complessivo al centrosinistra alle regionali del 2020, ultima tornata elettorale in città. Un chiaro segnale che quella candidatura non convince nemmeno a sinistra. Noi confidiamo di salire ancora anche portando al voto una parte degli indecisi. Al ballottaggio conterà molto la competenza dei candidati sindaco, per cui con Vignali oltre il 25 al primo turno abbiamo buone possibilità di recuperare la distanza nei confronti di Guerra».

Enrico Aimi (Fi)

Il senatore e coordinatore regionale di Forza Italia, dichiara: «Il sondaggio consegna una visione positiva per tutto il centrodestra che si conferma l’unica e sola forza politica in grado di rappresentare una reale alternativa al «pizzarottismo» di ritorno. Al di là della divisione formale che si è creata a Parma, in cui in realtà stiamo realizzando un «attacco a due punte», è evidente che il voto utile è oggi tra i due schieramenti e che la sfida è tra i candidati Vignali e Guerra. Fratelli d’Italia certamente appoggerà il centrodestra al ballottaggio e, a quel punto, come evidenziato dal sondaggio stesso, bisognerà portare gli indecisi al voto».

Stecconi Bortolani (Fdi)

Il referente cittadino di Fratelli d'Italia spiega: «Il sondaggio della Gazzetta conferma la tendenza già osservata ad una costante, e ultimamente rapida, crescita dei consensi per Fratelli d’Italia anche nel voto amministrativo. Questi dati rafforzano la nostra idea di una partecipazione alle elezioni all’insegna della coerenza, con un candidato sindaco preparato, sostenuto da una lista composta da iscritti a Fratelli d’Italia e da figure civiche non tesserate per il partito. La nostra crescita, grazie ai parmigiani, sta ancora continuando ed è per questo che puntiamo al ballottaggio».

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