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Lo strajè

Teo Tintori, da ristoratore a giardiniere a Ibiza

Teo Tintori, da ristoratore a giardiniere a Ibiza

di Katia Golini

27 Giugno 2022,03:01

Chi non ricorda la pizza alta del Teo? Si stava bene nel locale sempre zeppo di clienti: pochi tavoli anche all'aperto, oltre alla pizza tanto buon cibo, clima amichevole, posizione invidiabile (in piazzale Corridoni, angolo via D'Azeglio-via dei Farnese). A Parma aveva tutto Teo Tintori: affetti, amici, successo professionale. Una vita piena, uno «status», come lui stesso lo definisce. Un «tutto» che però non gli bastava. Sorrideva allora, ma oggi il viso si illumina proprio quando racconta la sua avventura, che poi è una scelta di vita all'insegna della libertà, alla ricerca della felicità. «Non ero felice. Troppe responsabilità, troppo stress, troppi impegni. Mai un momento di tregua. E' stata la mia compagna a farmici pensare. Un giorno, lo ricordo come se fosse ieri, eravamo al bar Rustici a fare colazione quando mi ha chiesto senza alcun preavviso: “Perché non ti vedo felice? Cosa ti piacerebbe fare?”. La mia risposta è stata istintiva: “Vorrei fare il giardiniere a Ibiza”. “Allora andiamo” ha ribattuto». Ci pensa un attimo e aggiunge: «E' bello ricominciare da capo, ma ci vuole coraggio. Lei me lo ha dato».

E' così che, tra gennaio e febbraio 2020 - a 42 anni -, poco prima del drammatico lockdown di marzo, Teo e Paola partono senza pensarci due volte. «Ho venduto il locale, ho chiesto a qualche amico che conosceva bene l'isola di introdurmi nell'ambiente e siamo partiti, con poco bagaglio e l'entusiasmo di chi inizia una nuova vita».

Energia, entusiasmo, voglia di fare non mancano, ma da soli è tutto più difficile. Gli amici hanno quindi dato una mano. «Mi piacerebbe davvero citare tutte le persone che mi hanno aiutato a realizzare questo sogno. Tra le più importanti Angelo Reale e Sandra Migliavacca, paesaggisti famosi a livello internazionale, Sandro Barberini giardiniere della Magnani Rocca, che non ha mai lesinato utili consigli, Michele Gallingali, sempre disponibile a dare consigli in fatto di piscine, Alessandro Salem, direttore generale di Mediaset, che mi ha introdotto nel mondo ibizenco».

Da ristoratore a giardiniere il salto è consistente, tuttavia qualcosa era già scritto nel destino di Teo: «Avevo fatto il servizio civile in una cooperativa di via Montanara che lavorava con minori a rischio. Lì ho imparato i rudimenti. Evidentemente, senza rendermene conto, avevo messo un seme nella mia testa».

Oggi Teo cura il parco di una villa hollywoodiana sull'isola delle notti bianche. Ovviamente con il supporto della compagna che, tra l'altro, si occupa anche di cavalli. Nelle loro seconde case, i super ricchi di tutto il mondo non si fanno mancare nulla. «Le giornate a Ibiza sono completamente diverse da quelle che si susseguivano sempre uguali e frenetiche a Parma. In primo luogo il tempo è scandito dalla luce del sole. Mi alzo molto presto la mattina, cosa che non poteva accadere a Parma dato il mio lavoro notturno. Dopo colazione, andiamo nella villa dove siamo assunti come addetti al mantenimento e giardinieri e iniziamo le ore lavorative tra controllo di impianti, monitoraggio delle strutture, supervisione degli spazi verdi. Tutto deve essere in ordine per il pomeriggio quando stacchiamo e abbiamo il resto del giorno a nostra disposizione».

Ritmi di vita tranquilli, contatto con la natura, ecco la chiave della felicità di Teo. «La natura è intorno a te, vivi immerso nella natura, non nell'asfalto. C'è un senso di benessere e di pace che prima non conoscevo. O meglio, per trovarlo si dovevano percorrere molti chilometri per andare a cercarlo sui monti e sulle spiagge. Ora invece ci vivo dentro».

E poi, anche il contatto con le persone è diverso. «A Ibiza tutto è possibile. Può capitare di trascorrere una serata in spiaggia davanti a un fuoco o di finire sullo yacht di qualche riccone che fa una festa grandiosa. Nessuno ti giudica per il tuo portafoglio o per come sei vestito. Si vive in totale libertà. Ibiza purtroppo è famosa per la vita notturna, ma non è solo questo. E' molto di più e bisogna viverla prima di pensare di conoscerla. Le discoteche sono teatri, le più belle del mondo, ma la vita sull'isola non è solo questo. E comunque è bellissimo tornare a casa la sera, preparare una cenetta per noi due e guardare un film sul divano. Tutte cose semplicissime che prima non potevo fare».

Teo a Parma ha lasciato i genitori, il fratello, il nipote e soprattutto l'adorato figlio Alessandro, tanti amici («Quando sono a Parma obbligatorie una tappa da Pépen a mangiare il cavallo pesto e una almeno da Alessandro dell'Umami di via Saffi, siamo legati da anni»), perciò torna sempre volentieri più volte all'anno. Ma solo per una toccata e fuga, qualche giorno e poi di nuovo via, sull'isola del sole. «Non penso che tornerò mai alla vita di prima. Ibiza è il luogo dove voglio restare sempre e dove vorrei morire».

E se a qualcuno la storia di Teo dovesse far venire strane idee di emulazione, un messaggio di incoraggiamento: «Decidere di ricominciare la propria esistenza è uno sforzo enorme, ma ne vale la pena. Quello che ho fatto io lo può fare chiunque». Parola di un uomo felice.

Katia Golini

© Riproduzione riservata

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