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dalla Barilla a Enìa

Addio ad Andrea Allodi, manager visionario e anima green

Addio ad Andrea Allodi, manager visionario e anima green

di Georgia Azzali

14 Luglio 2022,03:01

Tenace e determinato. A tratti anche duro, come tanti manager. Ma un sognatore dai modi gentili. Tra i campi della casa di Traversetolo si rasserenava: aveva sempre desiderato mettere le mani nella terra, vedere crescere gli alberi e il grano. E aveva realizzato anche quel sogno, creando un'azienda agricola insieme alla famiglia. Se ne è andato ieri, Andrea Allodi, 85 anni, ex dirigente della Barilla e già presidente di Amps ed Enìa. La malattia se l'è portato via in una decina di giorni, dopo che a fine giugno era stato lui stesso a guidare l'auto fino all'imbarco per l'isola d'Elba per una vacanza con la moglie Adriana.

Pieno di idee e progetti fino a quando il male non ha cominciato a tradirlo. Ma per tutta la vita Allodi è stato un vulcano di iniziative. Manager che faceva notte in azienda, eppure non ha mai perso la capacità di emozionarsi con gli amici di sempre. Dopo la laurea in Economia e Commercio, aveva cominciato la sua carriera in una grande azienda di Verona. A 27 anni era stato uno dei più giovani dirigenti d'azienda italiani.

La stoffa c'era tutta. Come la voglia di imparare e crescere. Ed è così che nel 1967 era cominciata la grande avventura alla Barilla. L'aveva chiamato Gianni Barilla: si fidava di quel giovane, pieno di voglia di fare e di mettersi in gioco. Allodi si fa le ossa occupandosi di vendite, ma presto si mette in luce e riesce a sviluppare partnership in altri settori.

Amava le sfide, Allodi. E sapeva che le idee coraggiose hanno successo quando ci sono le gambe giuste su cui farle correre. Negli anni ’70, dopo che la Barilla era stata ceduta all'americana Grace di New York, lui è una delle anime del gruppo che porta alla creazione di Mulino Bianco, il nuovo marchio che raggruppa tutti gli alimenti da forno, in particolare biscotti, merendine e pani freschi. Il grande successo è dovuto alla straordinaria novità del marchio e dei prodotti, ma anche alla capacità di Allodi di impostare la nuova rete degli alimenti freschi. Negli anni '80, dopo il ritorno in azienda di Pietro Barilla che nel '79 aveva riacquistato l'azienda, nascono le divisioni dei prodotti pasta e quella dei prodotti da forno, quest'ultima guidata da Allodi. E l’affermazione del Mulino Bianco è in gran parte merito suo: coordina in un primo tempo la rete dei fornitori dei nuovi prodotti da forno e poi la serie di investimenti in nuovi stabilimenti in tutto il Paese. Nel 2000 lascia gli incarichi operativi in azienda per entrare poi nel consiglio di amministrazione, carica che manterrà sino al 2003.

Se ne va in pensione presto. Ma la sua esperienza nel campo della direzione di impresa, strategie e marketing lo porta ad essere chiamato per svolgere fin da dubito varie consulenze aziendali. Cresciuto nelle grandi società private, decide di mettersi in gioco anche nel settore pubblico, diventando nel 2004 presidente della multiutility Amps e poi di Enìa, mettendo anche le basi per la nascita di Iren. Ed era ancora alla presidenza di Bt Enìa, principale fornitore di servizi di comunicazione e it dedicati alle imprese e alla pubblica amministrazione nei territori di Parma, Piacenza e Reggio Emilia.

«Aveva raggiunto grandi obiettivi professionali, ma ciò che in questo momento terribile mi dà un po' di serenità - racconta la figlia Cristina - è il fatto che abbia realizzato, grazie al supporto di tutta la famiglia, il suo sogno di un'azienda agricola nella casa di Traversetolo». Il frutteto con varietà antiche, ma anche il grano seminato seguendo le regole della «Carta del mulino», tra le quali spicca quella di dedicare il 3% dei campi alla coltivazione di fiori per gli insetti impollinatori: la malattia l'ha consumato in fretta, ma ha fatto in tempo a vedere la raccolta del grano.

Lui che amava anche il mare e spesso se ne stava ore a pescare. La natura e i suoi cambiamenti lo emozionavano, ma la sua grande famiglia è sempre stata il suo vero angolo di conforto: la moglie Adriana, le figlie Cristina, Annalisa e Angelica e i nipoti Stefano, Riccardo, Marika, Gea e Marco. Nella casa tra le campagne di Traversetolo tutto si riconciliava.

© Riproduzione riservata

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