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Fornovo e Langhirano

La storica preside Rabaglia va in pensione: «Grazie Gadda»

La storica preside Rabaglia va in pensione: «Grazie Gadda»

di Mara Varoli

17 Luglio 2022,03:01

Non è semplice riassumere quello che Margherita Rabaglia ha fatto per la sua scuola: il Gadda di Fornovo e Langhirano.

«Una scuola bella e al passo coi tempi», ci tiene subito a precisare la storica preside, che dal primo settembre andrà in pensione. Al suo posto arriverà Alessia Gruzza, che lascia così l'istituto comprensivo di San Secondo.

In tanti si chiederanno come mai in un omaggio a una brava dirigente si finisce sempre per parlare dell'istituto superiore che ha guidato: chi conosce la prof Rabaglia lo sa bene, chi invece non lo sa può capire che parlare di questa preside significa raccontare una missione, perché la dirigente del Gadda è tutt'uno con la scuola. Inseparabile.

Con maturità al liceo classico di Fidenza e laurea in Lettere a Bologna, la prof Margherita Rabaglia ha insegnato all'Alberghiero di Salsomaggiore, «dove ho incontrato colleghi ed alunni che mi hanno confermato il fascino del lavoro di insegnante, come dice meglio Recalcati nei suoi scritti», confessa. E quando è arrivata all'istituto di Fornovo e Langhirano, più di 10 anni fa, la sfida era impegnativa: una scuola che allora rischiava di diventare la succursale di  uno degli istituti superiori di Parma; visto il numero di circa 400 studenti, era a rischio l'autonomia della presidenza anche se il Gadda era nato con grandi potenzialità grazie all’allora assessore Marino Giubellini che si era inserito nella esperienza degli Itsos aprendo tre sedi in provincia: l'Itsos di Fornovo, di Langhirano e di San Secondo. Oggi l'istituto Gadda di Fornovo e Langhirano è un esempio per la provincia di Parma e non solo, da 400 iscritti è passato a oltre 1.100 studenti. «Nel 2007 con l'aiuto degli insegnanti - continua la preside - ho chiesto la collaborazione dei sindaci di Fornovo e Langhirano e delle aziende più importanti per rimettere al centro dell’attenzione la scuola secondaria del loro territorio». Così la scuola superiore è diventata grande e agli indirizzi tradizionali di informatica ed amministrazione finanza e marketing si sono aggiunti il liceo quadriennale, che a Parma esiste al Gadda, all'Ulivi e al Bertolucci, e l'indirizzo professionale: manutenzione assistenza tecnica. «Un lavoro impegnativo, anche per gli uffici di segreteria, è stato quello di intercettare i finanziamenti - sottolinea la preside Rabaglia - ad oggi 12 Pon per non parlare di altre opportunità di sostegno. Inoltre, possiamo contare sul Laboratorio territoriale dell'occupabilità, Lto, come il Polo agro industriale Bocchialini Galilei. Tanto è stato fatto poi sui percorsi della cosiddetta alternanza scuola lavoro ora Pcto, a cui si è aggiunto da sei anni l'Apprendistato di primo livello per le classi quarte e quinte del professionale, grazie alle aziende che accolgono gli studenti». Anni di intenso lavoro ma di  soddisfazioni: «Sì, oggi abbiamo una scuola molto bella - commenta la dirigente ricordando l’impegno dei collaboratori scolastici - con spazi funzionali e, grazie anche ai contributi del territorio, e aule dipinte, anche in collaborazione con gli studenti del liceo artistico Toschi. Una scuola che è cresciuta insieme ai suoi insegnanti, anche grazie al loro turnover: accanto alla continuità rappresentata dai docenti con più esperienza abbiamo accolto l'innovazione, con docenti giovani sempre portatori di spunti innovativi». Grande importanza ha avuto la collaborazione con istituti all’avanguardia anche di altre regioni e con Indire-Avanguardie educative.

E ora la preside Rabaglia lascia un'eredità importante alla nuova dirigente Alessia Gruzza: «Rimarrò a disposizione, se utile, per passaggio di consegne - conclude l'instancabile prof Rabaglia -. E auguro alla nuova preside di intercettare sempre il tempo che cambia: di prestare attenzione al presente per rispondere alle sue necessità. Ai miei docenti, tutti bravissimi e motivati, auguro di rimanere sempre inquieti e di lavorare non solo per discipline, ma per dipartimenti con programmazione interdisciplinare. Infine, agli studenti auguro di tenere il cuore e gli occhi aperti per apprezzare la ricchezza della scuola in cui vivono e le opportunità che offre».

© Riproduzione riservata

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