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La pandemia dei non vaccinati, nel Parmense sono 40mila

La pandemia dei non vaccinati, nel Parmense sono 40mila

di Giuseppe Milano

30 Luglio 2022,03:01

Pochi giorni fa il grido di allarme di Tiziana Meschi, direttore del reparto Covid del Barbieri, «stiamo ancora ricoverando anziani non vaccinati». L'allarme non è riferito solo alla quarta dose, bensì al percorso vaccinale precedente, prima iniezione compresa. Un'emergenza forse dimenticata negli ultimi tempi, ma che torna ora di attualità proprio per colpa dell'aumento dei ricoveri al Maggiore, soprattutto da parte delle persone anziane. E così, scorrendo i dati ufficiali dell'Azienda Usl di Parma, si scopre che circa il dieci per cento della popolazione provinciale non ha mai fatto visita ad un hub, non ha nemmeno una dose. Dieci punti percentuali che tradotti in uomini, donne e bambini sopra ai cinque anni fa oltre 40.000 persone.

I dati della campagna vaccinale a Parma e provincia, va detto, sono comunque incoraggianti, con percentuali importanti soprattutto per le fasce più anziane di età. Ma, partendo proprio dalle dichiarazioni del dirigente ospedaliero e dalle statistiche Ausl, si scopre che circa il 6% degli over 70 non hanno nemmeno una dose, circa 2.500 persone, spesso con più patologie e quindi decisamente a rischio. La percentuale di non vaccinati si alza poi notevolmente nelle fasce di età più basse. Tra i venti ed i quaranta anni, il dato si attesta attorno al 15%, complessivamente sono poco meno di 24.000 persone, sempre residenti fra Parma e provincia.

Discorso a parte per i più piccoli, la fascia di età 5-11 anni, dove solo al 33% è stata somministrata una dose. Il pericolo, soprattutto con le ultime varianti più infettive ma, almeno in parte, meno gravi per un soggetto sano, è che i piccoli diventino vettori del virus verso i nonni, non dimenticando comunque i casi, per fortuna in percentuali bassissime, di bambini che hanno sviluppato forme gravi dell'infezione.

«Il nostro appello è sempre lo stesso: vaccinatevi il prima possibile» esordisce Paolo Cozzolino, direttore del dipartimento di sanità pubblica dell'Ausl che ricorda come «chi non si vaccina al momento ha solo rischi e nessun beneficio. Nel mondo sono state somministrate miliardi di dosi ed è ormai chiaro che il percorso vaccinale è sicuro». Ma oltre 40.000 parmigiani non lo hanno ancora fatto e «questo è un pericolo per se stessi e per chi ci è accanto. Ormai è chiaro che per combattere il Covid non ci sono altre strade se non la protezione individuale e comportamenti corretti, sempre a carico del singolo individuo».

Guardando alle statistiche, Paolo Cozzolino sottolinea come «sia stata molto positiva la risposta degli ottantennni che hanno aderito sia alla prima fase della campagna che ora per la quarta dose. I sessantenni ed i settantenni sono invece indietro per la seconda dose “booster”. Se aspettano il nuovo vaccino sbagliano perché corrono un rischio inutile. In più sono una classe d'età molto attiva: si spostano ancora per le vacanze, frequentano i loro nipoti, anche molto piccoli, in più c'è il tema sempre più frequente delle reinfezioni. Non c'è altra strada che la vaccinazione».

© Riproduzione riservata

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