CENTENARIO
No, non è un Balbo contro Picelli: la Storia ha già parlato. E parla ancora quel «Balbo t'è pasè l’Atlantic mo miga la Perma» che resta orgogliosamente alle porte dell'Oltretorrente. È invece - e non a caso - di tipo cooperativo il gioco che 100 anni dopo celebra le Barricate del 1922: richiede ai partecipanti di ritrovare attorno a un tavolo quello spirito di collaborazione che allora - tra operai, braccianti, lavoratori a giornata, donne, uomini, ragazzini - permise ai rioni popolari della città di respingere l'assalto delle camicie nere. «Una vittoria impossibile», come raccontano i libri di storia e oggi anche il titolo che campeggia sulla scatola, omaggio alla poesia di Attilio Bertolucci. «Tanto più che nessuno avrebbe voluto interpretare uno squadrista, no?»
Barricate, «mito» comune
Uscirà simbolicamente domani, 1° agosto - data in cui nel '22 in tutta Italia fu proclamato lo sciopero generale «in difesa delle libertà politiche e sindacali» - e a realizzarlo sono stati tre parmigiani che per mestiere e per passione hanno tanto a che fare coi giochi da tavolo. Due anni fa si sono ritrovati, chiacchierando, a condividere anche l'emozione per questo pezzo di storia di Parma e a confessarsi l'uno all'altro il sogno di portarla su una plancia con carte, pedine e obbiettivi da raggiungere. «Facciamolo insieme», si sono detti.
«In una città che ricorda soprattutto singoli personaggi, da Verdi a Maria Luigia, per me le Barricate sono sempre state l'evento collettivo più significativo», racconta Paolo Mori, uno dei più importanti autori di giochi da tavolo italiani, diversi premi ricevuti anche all'estero. «Io le considero l'evento più importante per la mia formazione di cittadino - gli fa eco Simone Serrao, autore ed editore di giochi da tavolo e “papà” del ne gozio di giocattoli Orso Ludo - Da quando ne ho sentito parlare la prima volta, ho voluto sempre studiare per saperne di più. Ho abitato per tre anni in borgo del Naviglio, a due passi dalla targa che ricorda Antonio Cieri, e mi sono immaginato spesso in quei giorni, chiedendomi anche dove sarei stato allora. E “In prima linea” non è necessariamente la risposta».
Il terzo autore è Francesco Sirocchi, che è anche il principale tester dei giochi creati da Mori: «Il criceto che prova se la ruota gira», ci scherza su. Ma sulle Barricate si torna ad emozionarsi: «E' qualcosa in cui è facile immedesimarsi, coinvolge le persone comuni, il loro unirsi per affrontare l'invasore: l'unico spirito possibile per il nostro omaggio».
Ecco come funziona
Ed è esattamente quello che capita in «Una vittoria impossibile»: fino a 5 giocatori e giocatrici che «affrontano insieme un problema e insieme trovano una soluzione» per resistere quattro giorni ai fascisti di Balbo. Nei panni della Wilma, di Enore, di Alcide, della Cecilia, di Padre Nino e di Bianca - «nomi di persone care che abbiamo voluto onorare» - si dovrà replicare ciò che allora fu indispensabile: costruire le barricate, cercare vettovaglie o munizioni, mobilitare i cittadini, scacciare gli squadristi dall'Oltretorrente e dal Naviglio. «E' un gioco classificato dai 14 anni in su ma, sotto una guida, è facilmente abbordabile già dai 10- spiegano -. Nel regolamento si trovano anche una versione da esperti, in cui è Guido Picelli ad assegnare nuove missioni da compiere, e una versione da singolo giocatore». E di fronte alla faccia stupita, «Non ci si rende conto di quante persone giochino da sole» è la risposta.
Due e preziose le collaborazioni: quella dello storico William Gambetta, autore dell'opuscolo che ricostruisce i fatti e crea l'ambientazione («Era molto emozionato quando gli abbiamo messo in mano la sua scatola») . E Karyna Maleieva, illustratrice ucraina di Kharkiv, una delle città del suo Paese oggi tristemente più note. «Abbiamo visto i suoi lavori su internet e il suo stile da vecchia litografia ci è sembrato il più appropriato per dar forza all'immaginazione. E questa coincidenza - il fatto che lei sia dove è in corso un'invasione-, ci ha ulteriormente motivati». Poi la scelta della tipografia, della carta, delle scatole, delle componenti in legno (arrivate dalla Germania).
L'idea era di realizzarne 250 esemplari, assemblandoli letteralmente in casa e «facendo il giro del tavolo per inserire ogni pezzo nella scatola». Ma è bastato un unica apparizione socia che raccontava il sogno in via di realizzazione per scatenare una raffica di prenotazioni. «E alla fine abbiamo dovuto raddoppiare - raccontano tra incredulità e orgoglio-: delle 500 scatole, le prime 250 saranno numerate e spedite da domani, tante anche fuori provincia. Le altre saranno disponibili da settembre». Continuando con acquisti e pre-ordini online sui canali dell'unico distributore, Orso Ludo. E così c'è anche spazio per una aggiunta di sogno: «Chissà che qualche scuola...». Sarebbe stavolta una vittoria possibile: per la memoria.
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