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Un anno di cinema

I nostri voti ai film: vince Licorice Pizza

I nostri voti ai film: vince Licorice Pizza

di Filiberto Molossi

01 Agosto 2022,03:01

Per primi gli assenti. Perché Roberto Campari e Luigi Lagrasta a questo gioco inventato dal nostro amico Maurizio Schiaretti non volevano mai mancare, erano sempre presenti: attivi, sorridenti, sempre pronti a fare squadra. A confrontarsi e a ispirarci. E non vederli ora nella lista dei giurati o a tavola, con noi, alla «cena dei voti», fa strano oltre che un po' male. E quindi sì, questa pagina è anche per loro: assenti giustificati, perché probabilmente impegnati a guardare un bel film nel cinema all'ultimo piano.

Undici, giurati, dieci categorie, un vincitore: il film più bello della stagione 2021-2022? Non abbiamo avuto grossi dubbi: lo scettro quest'anno va a «Licorice Pizza». Che in tempi stagnanti e difficili per il cinema (e per i suoi spettatori) è davvero una ventata di aria fresca, una corsa a perdifiato: il film pop, seducente e vintage con cui Paul Thomas Anderson - lo stesso di «Magnolia» e «Il petroliere» - celebra l'età dell'innocenza. Torna a trionfare un autore americano (Anderson stravince anche nella categoria «Registi») dopo cinque anni: «Licorice Pizza» precede il giapponese «Drive my car» e il nostro «E' stata la mano di Dio» di Paolo Sorrentino.

Sul piatto, più di un anno di cinema: abbiamo infatti preso in considerazione tutti i film usciti a Parma dalla riapertura dopo il secondo lockdown (maggio 2021) a oggi. Un periodo dove le sale hanno sofferto, tra sali e molti scendi (vedi Natale dell'anno scorso) parecchio: resistendo con coraggio agli effetti collaterali della pandemia. Ma a livello di qualità, seppure con una certa timidezza da parte soprattutto di Hollywood, si sono viste ottime cose. E prove: come quelli degli attori, dove il Cumberbatch di «The power of dog» supera l'Oscar Hopkins di «The father», mentre tra le attrici prevale l'immensa Frances McDormand di «Nomadland».

E gli italiani? Detto di Sorrentino (terzo assoluto con «E' stata la mano di Dio»), nostra (anche se il film è francese) l'opera prima, grazie all'intenso «Due» di Filippo Meneghetti, che è stato ospite anche all'Astra, mentre il miglior film è «Ariaferma» di Leonardo Di Costanzo (anche lui ospite all'Astra), i cui interpreti, Toni Servillo e Silvio Orlando, si danno battaglia nella gara degli interpreti nostrani: prevale il primo. Italiano anche il miglior documentario (il bellissimo «Marx può aspettare» di Marco Bellocchio) e 'interprete rivelazione dell'anno: vince Filippo Scotti, l'alter ego di Sorrentino, precedendo Alana Haim di «Licorice Pizza» e Swamy Rotolo di «A Chiara». Ma italiana, purtroppo, è anche la grande delusione: «Freaks out». Dal regista di «Jeeg Robot» si poteva pretendere di più.

© Riproduzione riservata

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