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Lanci di oggetti dall'alto

Piazza Ghiaia: dove piove di tutto

Piazza Ghiaia: dove piove di tutto

07 Agosto 2022,03:01

Furti, baby gang e violenza. E da viale Mariotti, sulle teste di chi sta in Ghiaia, continua a piovere di tutto, perfino una bicicletta. «Una situazione intollerabile». Lo affermano il commissario della Lega Emilia Matteo Rancan e il consigliere comunale di opposizione, oltre che sfidante di Michele Guerra per la poltrona di sindaco alle recenti amministrative, Pietro Vignali. La vexata quaestio è rappresentata dalla situazione della Ghiaia, oltre che centro storico cittadino in generale, il giorno dopo il servizio della Gazzetta dal titolo più che mai eloquente: «Benvenuti nella Ghiaia che muore». Nel pezzo è stato riportato - e non è la prima volta - il grido d'allarme dei commercianti della storica piazza che hanno raccontato la loro guerra quotidiana contro ladri, baby gang, gente molesta e malintenzionati.

«Fatti assurdi - scrive Rancan -. Non si può continuare a tollerare che intere zone cittadine siano in balia di bande di criminali che terrorizzano i cittadini e mettono in ginocchio le attività commerciali. A Parma, come tutta l’Emilia, spopolano le baby gang e gli episodi di microcriminalità sono ormai all’ordine del giorno. C’è bisogno di maggior sicurezza: i commercianti devono poter lavorare e gli onesti cittadini hanno il diritto di vivere senza nessuna paura. Serve la Lega al governo - conclude - perché sia assicurata la certezza della pena e perché, finalmente, la sicurezza delle nostre città, venga messa al primo punto dell’agenda».

Alle sue parole fanno eco quelle di Vignali. «Il problema è noto e io l'ho sollevato in tempi non sospetti - ricorda -, lo scorso autunno, anche sulle tv nazionali. Paghiamo, però, la sua sottovalutazione. Quello che accade in Ghiaia, ma anche in altri punti del centro storico tra cui Galleria Bassa dei Magnani e Polidoro, via Verdi e la zona della stazione, è molto serio perché mina la qualità della vita delle famiglie e dei commercianti. Sta, inoltre, facendo cambiare la fisionomia di certe zone della città».

Tra le segnalazioni arrivategli dai cittadini, «anche quella di chi lavora al Welcome Point dell'Università, nel sottopasso del Ponte romano, che mi hanno detto che ormai vivono asserragliati nell'ufficio». Per Vignali occorre perciò «un osservatorio sul disagio giovanile», ma anche «laboratori familiari nei quartieri e ripensare i centri giovanili. Inoltre, in attesa che queste politiche facciano effetto, servono interventi immediati come quello dei presìdi fissi soprattutto alla sera e dei nuclei della polizia locale dedicati alla sicurezza urbana e al disagio giovanile, oltre ai vigili di quartiere. Servono, infine, eventi culturali che facciano vivere la città anche in periodi come questo in cui Parma è un deserto di cui si impossessano queste bande».

Recentemente, conclude Vignali, «l'Ascom ha reso nota un'indagine in cui è emerso che tra i motivi principali della chiusura delle imprese c'era quello della sicurezza e del degrado».

Nel frattempo in Ghiaia, i commercianti mettono l'accento anche sul triste e pericoloso «passatempo», già denunciato sulla Gazzetta e alle forze dell'ordine, di lanciare oggetti dal vicino viale Mariotti. Qualche tempo fa, spiegano all'Osteria dei Servi, all'ora di cena «è volata giù addirittura una bicicletta». La fortuna ha voluto che il mezzo rimanesse a mezz'aria, fermato dalla tenda. «Ma se non fosse stato così - proseguono - avrebbe colpito un cameriere che stava passando e avrebbe potuto fargli molto male». Da viale Mariotti, infatti, piovono «quasi ogni giorno lattine, bottiglie di vetro e di plastica, alcune anche piene». E se qualcuno osa ribellarsi, conferma sconsolato un cameriere, «piovono anche insulti e minacce. Questi comportamenti, inoltre, fanno scappare i clienti che a volte non si sentono sicuri». Una sua collega racconta, invece, che suo figlio di appena otto anni «qualche tempo fa è stato centrato da una bottiglia di plastica lanciata sempre da là sopra. Io ho visto chi l'ha tirata e l'ho affrontato. “Guarda che ti sei sbagliata, non sono stato io” mi ha detto quel giovane con l'aria di chi ti vuole prendere in giro. Mio figlio per fortuna si è procurato solo un bernoccolo, ma poteva andare molto peggio».

Michele Ceparano

© Riproduzione riservata

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commenti 1
  • Simon

    07 Agosto 2022 - 14:51

    Sono sempre gli stessi galantuomini che vivacizzano la ghiaia facendone una piazza di spaccio e di violenze.

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