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Il caso

Scoperti allevamenti abusivi di cani e gatti: denunce e sequestri

Scoperti allevamenti abusivi di cani e gatti: denunce e sequestri

di Mara Varoli

12 Agosto 2022,03:01

Sono tanti anche nel Parmense gli allevamenti abusivi di cani e gatti. Persone insospettabili che per arrotondare le entrate vendono in nero razze pregiate: persone che guadagnano migliaia di euro sulla pelle di questi poveri animali, spesso recuperati e sequestrati denutriti e malati, perché privi di cure.

«Purtroppo i nostri volontari sono usciti spesso in provincia ma anche in città per la segnalazione di cittadini su allevamenti abusivi - conferma Moira Balbi, delegata dell'Oipa -. E dal momento che per verificare caso per caso bisogna entrare in un'area privata facciamo rete con le forze dell'ordine: in alcuni casi ci siamo appoggiati ai carabinieri dei Nas e in altri anche alla guardia di finanza proprio per il sospetto di commercio illecito».

I controlli non mancano, ma purtroppo il problema è talmente vasto che diventa complicato suonare a tutti i campanelli per accertarsi sullo stato di salute degli animali d'affezione. Le situazioni sono diverse: ci sono proprietari che permettono la nascita di tanti cuccioli, per evitare i costi della sterilizzazione della femmina e magari i piccoli vengono solo regalati, ma ci sono proprietari che fanno accoppiare i due esemplari proprio per lucrare sulla vendita abusiva dei cuccioli. Più in generale, il rischio di far diventare la propria casa un allevamento abusivo è dietro l'angolo: meglio sterilizzare sempre le femmine di cani e gatti. «Solo negli ultimi mesi abbiamo rilevato nella provincia di Parma 5 segnalazioni di allevatori abusivi di cani - spiega Teodora Campanini, capo nucleo delle guardie zoofile Enpa -. Sono allevatori strutturati, che lo fanno di mestiere e che mettono gli annunci di vendita dei cuccioli via internet. Poi ci sono una trentina di persone che fanno accoppiare il proprio cane con quello dell'amico o del conoscente e poi vendono i cuccioli: sono gli allevatori improvvisati. E spesso i cuccioli si vendono senza microchip e anche questo è illegale. Alla fine sono migliaia di euro di evasione fiscale».

Ma che cosa è un allevamento abusivo? La mancanza di rispetto della legge numero 5 del 2005 - articolo 5, che indica l'obbligo di dichiarare come allevamento la detenzione di tre o più femmine non sterilizzate o la nascita di più di 10 cuccioli all'anno: in tal caso occorre un'autorizzazione comunale (Segnalazione certificata di inizio attività) per certificare l'allevamento e così segnalarlo anche all'Ausl per i controlli sanitari periodici.

Se le vendite non vengono denunciate regolarmente si commette anche evasione fiscale (non solo il venditore, ma anche il compratore), perché i redditi non vengono dichiarati e quindi sono in nero e non tassati. Ai sensi del decreto legislativo 529 del 30 dicembre 1992 è poi vietata la vendita dei cani senza pedigree (anche se apparentemente i cani sono di razza).

«Sono molte le persone che per colmare i problemi economici prendono cani o gatti per l'accoppiamento, così da vendere poi i cuccioli - spiega la presidente dell'Enpa Lella Gialdi -. E sempre più spesso le regole non vengono rispettate. Purtroppo anche nella nostra provincia abbiamo situazioni molto gravi - conclude la Gialdi - che sotto il profilo dell'ignoranza, dell'interesse e di circostanze di grossa carenza sociale finiscono per danneggiare i poveri animali. Sono infatti tantissime le segnalazioni all'Enpa e le nostre guardie zoofile hanno un lunghissimo elenco di controlli da effettuare e purtroppo la loro attività, essendo basata sul volontariato, non può permettere di prendere in esame tutte queste situazioni contemporaneamente, per cui si devono valutare le priorità».

«In questi ultimi anni siamo dovuti intervenire in città e nei paesi della provincia - sottolinea Moira Balbi -. Eravamo stati avvisati di una macchina di romeni che nel baule tenevano un carico di volpini, cocker e altri cani di piccola taglia, ma i romeni si sono accorti della nostra presenza: hanno mollato i cani e sono scappati. I cuccioli non avevano nemmeno due mesi. In un altro caso abbiamo scoperto un allevamento di gatti persiani in un appartamento e in un altro di Golden retriever: i cittadini ci avevano chiamato perché in un casolare di un paese della prima collina c'era un viavai sospetto e si sentiva abbaiare spesso, ma anche qui sono scappati prima che potessimo intervenire. Ma avevamo le foto. Nella Bassa è andata meglio e siamo riusciti a sequestrare una cucciolata di Chihuahua e in un'altra situazione, sempre nella Bassa, abbiamo sequestrato sei cuccioli di Rottweiler. Persino in un mercato abbiamo sequestrato un barboncino toy che una donna nascondeva in una borsa per venderlo. E ancora non posso dimenticare il ritrovamento di una cucciolata di Pastore tedesco dalle parti di Salsomaggiore».

E chiude la delegata dell'Oipa: «È bene ricordare che chi alleva abusivamente cani e gatti rischia la denuncia, un procedimento a carico e sanzioni elevate».

© Riproduzione riservata

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