×
×
☰ MENU

Chi non va in vacanza

Al lavoro sotto il sole in questa estate bollente

Al lavoro sotto il sole in questa estate bollente

13 Agosto 2022,03:01

Agosto sotto il sole? Sì, ma non per rilassarsi o prendere la tintarella: altro che vacanza!

Mentre, infatti, la città si svuota man mano che si avvicina il Ferragosto, le piscine si riempiono di parmigiani rimasti in città e i negozi chiudono per ferie, chi è rimasto ad animare le vie cittadine?

Si possono incontrare i diversi rider che corrono in sella alle loro bici con il loro grande zaino in spalla per consegnare il pranzo a qualcuno, i netturbini che puliscono le strade, i parchi, svuotano i cestini; c’è chi pulisce le fontane spazzando via le foglie, ci sono gli operai nei cantieri che asfaltano e sostituiscono il manto stradale, qualcuno sui tetti di qualche casa per aggiustare un’antenna o qualche tegola.

Tutti sotto il solleone. E con questo caldo tremendo, neanche da dire, la fatica si moltiplica.

Ore 14,30, la temperatura segnata dal termometro di una farmacia segna 36 gradi. Tra un ordine via app e l’altro, i rider si trovano in piazzale Corridoni. Seduti sulle scalinate sotto la statua – con la bici sempre sott’occhio, ovviamente – scambiano qualche parola: «Il caldo fa sembrare ogni cosa più faticosa – afferma uno di loro –. La parte più difficile della giornata ovviamente è quella che va dalle 11,30 alle 15, quando le temperature sono davvero molto alte. Bisogna portarsi dietro tanta acqua».

Presa in mano la borraccia – perché almeno «rimane più fresca, a differenza della bottiglietta» – un sorso di acqua è per dissetarsi, un altro è per bagnare la testa: «Tanto tra 30 secondi i capelli sono già asciutti» aggiunge sorridendo. Poco più avanti, lungo una via Bixio soleggiatissima e deserta, una decina di operai sono al lavoro. Martelli, badili, c’è anche un enorme rullo compressore: la temperatura dei sedili e del volante (di colore scuro) deve essere ustionante a giudicare dalla reazione del conducente, che d’istinto ritrae la mano e aggiunge: «Forse è meglio se mi metto i guanti». E mentre uno posiziona l’asfalto grigio ancora fresco, gli altri lo stendono, altri ancora definiscono i margini. Basta avvicinarsi di qualche metro per sentire il caldo man mano aumentare: «Non è solo il caldo del sole che picchia sulla schiena, ma c’è anche quello dell’asfalto che va verso l’alto – spiega uno di loro –. Se fuori ci sono più di trenta gradi, tra il movimento e il calore del materiale che usiamo ne percepiamo più di quaranta».

E quando non se ne può proprio più, c’è chi ricorre all’acqua di qualche fontana vicina per bagnarsi e chi, in extremis, si alza la maglietta scoprendo la pancia: «Chi non vuole vedere si girerà dall’altra parte – dice ridendo un operaio chinato a terra – mi scuso, ma non so più come fare».

Poi, finalmente, la pausa: una corsa verso un angolo di ombra che accoglie una panchina, una sigaretta veloce, sorsi e sorsi di acqua (calda, nonostante la borraccia). Si ricomincia, la temperatura si abbassa man mano che si avvicina la sera. Dalla tasca dei pantaloni arancione fluorescente, uno di loro tira fuori un fazzoletto bianco: non per alzarlo in segno di resa. Ma per asciugarsi le ultime gocce di sudore sulla fronte: «Tra un po’ andiamo a casa – dice – torniamo domani mattina e speriamo che, almeno, tiri un filo di aria».

Anna Pinazzi

© Riproduzione riservata

Commenta la notizia

Comment

Condividi le tue opinioni su Gazzetta di Parma

Caratteri rimanenti: 1000

commenti 0

CRONACA DI PARMA

GUSTO

GOSSIP

ANIMALI