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Avventura

Da Medesano alle isole Lofoten con una Panda trasformata in camper

Da Medesano alle isole Lofoten con una Panda trasformata in camper

di Chiara Pozzati

15 Agosto 2022,03:01

Medesano L’equipaggio è presto detto: lei, lui, e il loro «Pandino», 19 anni, 70mila chilometri e non sentirli. L’obiettivo: raggiungere Å, paesino di 150 anime nelle isole Lofoten (Norvegia) con il nome più corto del mondo. Ma non azzardatevi a chiamarlo viaggio on the road: «perché dietro c’è molto più: teniamo un diario virtuale di bordo sui nostri social e chiediamo a tutti coloro che ci seguono di fare una piccola donazione. Basta anche solo 1 euro per accorciare la distanza con quei settemila euro che ci siamo prefissati di raccogliere e donare all’associazione “Emmaland”, che si occupa di percorsi di sostegno e vari progetti per bimbi ricoverati in oncoematologia e per le loro famiglie». Parola di Mariagiulia Bertucci, 36 anni, medesanese «doc» ma adottata da Milano, protagonista insieme al fidanzato, Marco Secchi, di quest’avventura.

Seppure la coppia parta dal capoluogo lombardo, il cuore di Medesano batte anche dietro il piccolo grande bolide che sta scorrazzando in lungo e in largo per il Nord Europa. «Già, perché abbiamo chiesto aiuto all’officina Daropa per rendere la nostra Panda una vera e propria casa viaggiante - prosegue la vulcanica autrice televisiva -. L’hanno modificata e rimessa completamente a nuovo: tanto che ci sta un piccolo salottino».

E per dormire? «Finora abbiamo utilizzato una tenda, ma in caso di intemperie possiamo anche “pernottare” all’interno di Panda Nara, così l’abbiamo ribattezzata per il “carattere” tutto pepe di questa macchina stile Wanda (e anche perché Marco è tifosissimo dell’ex attaccante dell’Inter Mauro Icardi ndr)».

Svizzera, Liechtenstein, Germania, Danimarca, Norvegia, Svezia e ritorno in un mese. Con la piccola utilitaria che si intrufola tra le maestose bellezze incontaminate, sgomma o «pascola» tra provinciali e viottoli a malapena asfaltati.

Ma com’è nata l’idea di questi due trentenni che si sono conosciuti dietro le quinte del piccolo schermo? «Entrambi coltiviamo la passione per i viaggi – svela lei – ed entrambi ci sentiamo regolarmente “Out of Place”, letteralmente fuori posto. Non solo perché siamo quanto di più diverso dagli esploratori esperti che non improvvisano ma programmano questo genere di viaggi, ma anche perché amiamo le cose anticonvenzionali che agli occhi della maggior parte della gente ti fanno apparire un eccentrico». Autrice televisiva lei, montatore lui, non hanno dubbi: «Quel che ci ha spinto davvero è poter raccogliere fondi per l’associazione nata in nome della piccola Emma. Per donare basta collegarsi sul sito www.gofundme.com/it-it e cercare Emmaland».

Il tempo stringe e le comunicazioni con la coppia sono tortuose: «Un’ultima cosa va detta: sapevamo che il nostro viaggio non sarebbe stato proprio ecologico, per questo abbiamo calcolato quanta anidride carbonica emetteremo e abbiamo comprato alberi sul sito Treedom che verranno piantati nel mondo per compensare le nostre emissioni».

© Riproduzione riservata

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