Impianti sportivi
Non ci sarà nessuna riapertura della piscina di via Zarotto per la prossima stagione natatoria. Alla luce della perizia stilata dal tecnico incaricato dal Comune, infatti, la Giunta ha deciso che si andrà avanti sulla strada della ristrutturazione totale della «Ferrari».
Il che, tradotto in soldoni, significa che per almeno tre stagioni natatorie la storica vasca realizzata quasi 50 anni fa nell'area degli ex «Capannoni» del Castelletto, non sarà utilizzabile. Una scelta drastica che l'assessore allo Sport Marco Bosi e il sindaco Michele Guerra hanno illustrato nei dettagli delle motivazioni alle società sportive del nuoto durante un incontro in Comune.
«Interventi troppo costosi»
«Per riaprire provvisoriamente la piscina quest'anno, e comunque con la prospettiva di dover poi effettuare comunque la ristrutturazione - ha spiegato ieri l'assessore Bosi alla «Gazzetta» - avremmo dovuto spendere almeno un milione di euro, addirittura quasi due per fare tutti gli interventi indicati dalla perizia. Pur avendo di fronte i problemi che la mancata riapertura provocherà, abbiamo valutato, dopo qualche settimana di riflessione, che si trattava di una cifra troppo alta per spenderla quasi “a fondo perduto” e quindi abbiamo scelto, assieme al sindaco, di portare avanti la ristrutturazione totale dell'impianto».
Dai 4 ai 7 mln di spesa
Il sindaco e Bosi hanno però anche deciso che sarà il Comune a portare avanti la progettazione e anche a investire la maggior parte del costo necessario per avere una piscina di fatto “nuova”. «Abbiamo anche detto alle società che non faremo un project financing perché la volontà è quella che via Zarotto, quando i lavori saranno conclusi, venga affidata con un bando di gestione ordinario rimanendo così di fatto una piscina a disposizione del Comune per le necessità delle società sportive che non hanno impianti in gestione diretta». Due le opzioni possibili: la ristrutturazione completa degli spazi all'interno del complesso esistente adeguandoli alle nuove normative, a partire da quelle per il risparmio energetico, oppure la demolizione con ricostruzione. «Nel primo caso la stima dei costi - spiega Bosi - è attorno ai 4 milioni e mezzo, mentre nel secondo la cifra lieviterebbe fino a oltre 7 milioni». Sono due strade ovviamente molto diverse tra loro, e che presentano entrambe punti favorevoli e contrari. «Su questo passaggio - prosegue Bosi - decideremo entro settembre, dopodiché partiremo con la fase della progettazione».
Tre anni per la riapertura
A questo punto, la piscina di via Zarotto, chiusa dal febbraio scorso, non riaprirà i battenti prima di tre anni. Se tutto andrà bene, infatti, l'impianto rinnovato potrà essere pronto solo a ottobre 2025, anche se non sono da escludere possibili «slittamenti» ulteriori. Per quanto riguarda l'iter burocratico, dopo la scelta sulla demolizione totale o la ristrutturazione, saranno gli uffici dell'assessorato ai Lavori pubblici a lavorare per predisporre entro dicembre un progetto preliminare, in base al quale sarà poi redatto un progetto definitivo e si andrà alla gara di appalto. Facile capire che, a questo punto, il cantiere non potrà partire prima della primavera-estate del 2023. Tempi lunghi, ma obbligati dalla complessità dell'intervento.
Fondi garantiti dal Comune
«Noi siamo pronti a mettere già in bilancio 3 milioni di euro nel preventivo del prossimo anno - spiega Bosi -, per consentire l'avvio dell'iter. In corso d'opera si vedrà quale potrà essere il contributo da privati, anche se con il vincolo che sarà comunque il Comune a investire più della metà della somma necessaria»,
Spazi acqua da assegnare
A garantire una parte degli «spazi acqua» persi in via Zarotto saranno i gestori delle piscine Pizzetti (ex Efsa) e di viale Rustici, che riaprirà a inizio settembre. «Con quesi garantiremo i corsi di avviamento e gli agonisti - conclude Bosi - Poi contiamo di chiudere altri accordi con gestori di impianti privati per avvicinarci agli spazi che c'erano con via Zarotto aperta».
Gian Luca Zurlini
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