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Intervista

Ambra Mattioli: «Così mi trasformo in David Bowie»

Ambra Mattioli: «Così mi trasformo in David Bowie»

di Marco Cortesi

02 Settembre 2022,03:01

Ambra Mattioli è una cantante e scrittrice, art performer, divenuta nota al grande pubblico per la partecipazione alla prima edizione italiana di «The Voice Senior» nel 2020.Come scrittrice ha pubblicato tre romanzi di fantascienza social-thriller della «Trilogia di Amber»: «The Arcade», «Il collezionista di opportunità» e «Fatti per non durare», tradotti anche in inglese e seguiti da una raccolta di nove racconti brevi, «Paradigma imperfetto – Storie di universi periferici». Nel 2019 ha pubblicato i romanzi «La Terra degli altri» e«Black Star». Disegnatrice ed ebanista, progetta e costruisce mobili e oggetti d’arredo. Ama la musica e David Bowie in particolare: nel 2010 incontra gli «Aladdin Insane David Bowie Tribute» con i quali si esibirà a Parma domenica alle 17.30, all’Abbazia di Valserena per l’anteprima della XVI edizione del festival «Il Rumore del Lutto». Approfittiamo dell'occasione per parlare con lei della figura e valore di David Bowie.

Sei è arrivata al grande pubblico con un’esibizione magnifica a The Voice 2020 nei panni di David Bowie, cosa rappresenta la sua musica?

«Quella di The Voice è stata una bellissima esperienza anche se molto impegnativa, alla quale ho partecipato seguendo il mio obbiettivo di divulgazione della musica di Bowie al pubblico italiano che ancora non lo conosceva. Prima della sua morte nel 2016, i nostri concerti erano frequentati da pochi appassionati mentre dopo la sua scomparsa abbiamo assistito a un vero exploit che ha coinvolto anche un pubblico di giovanissimi, cosa di cui vado molto fiera».

Hai cantato «Modern Love» in una scena del film «Hannah» (2017), presentato alla 74ª Mostra del cinema di Venezia, cosa ti ha lasciato quell’esperienza così importante?

«Andrea Palloro, il regista, aveva sentito parlare della mia abilità nell’interpretare Bowie e mi ha voluta nel film. Vedermi sullo schermo del red carpet di Venezia è stato sicuramente emozionante ma quest’esperienza è stata soprattutto l’occasione per approcciarmi ad un mondo a me sconosciuto».

Cosa si deve aspettare il pubblico dal «David Bowie Gala»?

«La mia speranza è quella di divertire ma soprattutto emozionare il pubblico, perché quello rappresenta sicuramente l’obbiettivo principale. Se qualcuno tra gli spettatori tornasse a casa dopo lo show con la voglia di scoprire l’universo di David Bowie, avremmo colto nel segno. Ci sarà spazio in scaletta per una parte più nota al grande pubblico ma anche per una più intima».

Sei la «front woman» degli «Aladdin Insane», nome che richiama un album storico di Bowie, del 1973. Vestire i panni di un personaggio che ha fatto del trasformismo uno dei suoi marchi di fabbrica è difficile o quasi liberatorio?

«Mi piace portare sul palco un Bowie sconosciuto ma emozionale, ultimamente amo esibirmi in penombra per non “rubare” il suo posto ma solo per fare quello per cui salgo sul palco, divulgare la sua musica. Noi siamo solo dei piccoli interpreti ma è la stella di Bowie che vogliamo continuare a far brillare».

Marco Cortesi

© Riproduzione riservata

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