Busseto
Busseto Impresa goliardica ma «eroica» per il bussetano Alessio Copercini, 41 anni, che, insieme a Gianluca Gemma, 42 anni di Brescello, ha percorso il Passo dello Stelvio, non con due moderne bici da corsa ma in sella a due «mitiche» Grazielle. Copercini scalzo e Gemma in infradito.
Da Bormio
Sono partiti dalla piazza di Bormio e hanno completato la mitica salita di 21.5 km con 38 tornanti che porta alla Cima Coppi a quota 2758 metri. «L’idea è nata più come una promessa - racconta Alessio Copercini - in seguito alla vittoria delle Olimpiadi Verdiane con la squadra Arvino: avevo promesso agli organizzatori che avrei percorso la celebre ascesa con una delle loro “grazielle”,
Rapporto originale
«Ovviamente lasciando il rapporto originale: questo ha reso la salita molto dura e faticosa, e per aggiungere un po’ di pepe ho pensato di farla scalzo». Si è quindi rivolto all’amico Gianluca Gemma e, insieme, hanno compiuto l’impresa. «È stato molto emozionante - ha detto ancora Alessio - perché ogni persona che incontravamo spendeva una parola per noi: siete degli eroi, siete dei matti, siete dei grandi.... Ma come fate.... Un sacco di complimenti, alcuni hanno addirittura voluto una foto con noi».
Prima volta
Per Gianluca Gemma, tra l’altro, si è trattato della prima volta sul Passo Stelvio ed è stata «una sensanzione strana farla con una graziella – ha osservato - ma veramente bellissimo ed emozionante. Dedico questa impresa al ciclismo di una volta; spesso e volentieri il ciclismo attuale anche tra noi amatori della domenica è troppo esasperato. È bello riscoprire il divertimento pedalando in compagnia attraversando paesaggi unici in compagnia e una esperienza in graziella è sicuramente unica».
Il ciclismo unisce
«Il ciclismo unisce: grazie a questo sport ho conosciuto un sacco di persone che condividono la stessa passione. Con Alessio fino all’ anno scorso nemmeno ci si conosceva - ha aggiunto - e grazie alla bici abbiamo già condiviso diverse avventure. Arrivati in cima una buona birra e un panino con la salsiccia di cervo prima di riprendere la graziella e rientrare in quel di Bormio». «Esperienza sicuramente da ripetere - dicono entrambi - magari scalando il versante opposto da Prato».
Paolo Panni
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