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Prima campanella

Scuola, un ritorno alla normalità, ma nelle superiori di Parma classi troppo numerose

Scuola, un ritorno alla normalità, ma nelle superiori di Parma classi troppo numerose

di Mara Varoli

16 Settembre 2022,03:01

C'è chi ha iniziato il primo settembre, chi il 12 ma la maggior parte degli studenti di Parma e provincia è tornata a scuola ieri. Tutti in classe senza mascherina: sono 54.700 gli studenti di Parma e provincia che hanno inaugurato l'anno 2022-2023. E tutti contenti di poter riavere una scuola quasi normale, anche se i problemi non mancano mai: basta dire che in alcuni istituti superiori ci sono prime con 30 alunni. Insomma, classi super affollate.

Secondo i dati forniti dall'Ufficio scolastico provinciale, nella scuola d'infanzia sono 4.139 i bambini per 186 sezioni; alle elementari sono 17.876 gli alunni per 868 classi; alle medie sono 11.401 gli studenti per 516 classi; alle superiori sono 21.284 per 921 classi. Un vero esercito della speranza, quella che allontana l'incubo del covid e di tutte le regole per sconfiggerlo. Bambini e ragazzi felici di poter essere in presenza e senza più distanziamento: con la gioia di riabbracciare il compagno di banco, di ripartire presto per una gita o un viaggio Erasmus, ma anche più semplicemente di poter essere liberi durante l'intervallo, con il paninaro che ti porta focacce e pizzette. È la scuola dell'impegno, dello studio, ma anche della condivisione e della socialità, la stessa che è mancata così tanto ai bambini e ai ragazzi nel tempo della pandemia. Una scuola che a Parma e provincia inaugura con oltre il 95% degli insegnanti in classe e quasi tutti i collaboratori in servizio. Una scuola che quindi ricomincia più forte che mai: «Tutti insieme affronteremo questo anno scolastico, superando le avversità e condividendo le cose belle, e tutti insieme ne dovremo uscire più coesi e più grandi - sottolinea il dirigente scolastico dell'istituto Giordani Alberto Berna -. Oggi e per il futuro auguro a tutti voi, prendendo spunto da un nostro grande cantautore, di trovare ad ogni autunno, quando finisce l’estate, la voglia precisa di ripartire. Perché la strada da percorrere è tanta. Nonostante la comprensibile nostalgia per le vacanze».

Ma in questo clima di festa le preoccupazioni non mancano: «L'atmosfera è positiva - spiega il preside dell'Ipsia Primo Levi Federico Ferrari -, gli insegnanti sono tutti presenti, manca soltanto qualche ora che distribuiremo noi. L'unico timore è per le prime classi: abbiamo 7 prime con 30 alunni per classe, escluse quelle della moda. In scuole come la nostra accade spesso che ci siano famiglie che non decidono subito per l'iscrizione ma nel corso dell'estate: soprattutto ci sono famiglie straniere che ancora non conoscono bene i meccanismi e scelgono all'ultimo momento». Il preside del liceo delle Scienze Umane Sanvitale Andrea Grossi conferma: «Anche nel nostro istituto ho classi in media con 28 studenti per aula. E sono molto numerose. Un problema che si ripete sulle seconde e le terze. Le superiori di Parma quest'anno hanno dovuto reggere un aumento di circa 400 studenti in più e quindi abbiamo avvertito un'intensità di iscritti abbastanza significativa». La preside dell'istituto Bodoni Elisabetta Mangi ieri mattina ha accolto gli alunni di prima e le loro famiglie nell'auditorium di viale Piacenza: «Ho augurato a tutti di vivere la scuola come un'avventura con tappe programmate e alcune impreviste. E di affrontare il percorso con entusiasmo e coraggio. Purtroppo anche al Bodoni c'è il problema delle prime classi numerose: 6 prime con in media 28 alunni per classe e cioè il massimo della capienza per le aule. Il ripensamento estivo di ragazzi e genitori è difficile da gestire e purtroppo molti non li ho potuti accontentare». E il preside Berna conclude: «Al Giordani c'è un'altissima concentrazione di ragazzi con disabilità e con bisogni educativi speciali, grazie alla nostra tradizione di accoglienza, per cui le nostre classi hanno un numero lievemente inferiore di quello che si presenta nelle altre scuole, proprio per la complessità all'interno delle classi. Ci dispiace di non aver potuto accettare tutte le richieste di orientamento verso la nostra scuola».

Mara Varoli

© Riproduzione riservata

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