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Clara Munarini

Ai mondiali di rugby con onore

Ai mondiali di rugby con onore

di Paolo Mulazzi

23 Settembre 2022,03:01

Donne toste, brave, nel loro ambito sportivo ma anche lavorativo che portano nel mondo il nome di Parma e del suo movimento rugbystico: Michela Sillari e Veronica Madia, ormai colornese d’adozione,giocatrici dell’Italia, e Clara Munarini, arbitro internazionale. Tutte e tre prenderanno parte alla Coppa del Mondo femminile in programma in Nuova Zelanda dall’8 ottobre al 12 novembre. Se per Michelae Veronica è un bis dopo quella del 2017, per Clara è la prima volta.

Per la 32enne parmigiana è la punta dell’iceberg di una carriera che l’ha vista dirigere test match femminili, 6 Nazioni femminile e Under 20 maschile, il Top10, prima donna italiana, Challenge Cup e fare l’assistente in United Rugby Championship. Potrà entrare nella storia: mai un arbitro italiano ha diretto una partita ai mondiali, maschili o femminili che siano. «Eccitatissima, incredibile. Un sogno, il raggiungimento di un traguardo che sino a qualche anno fa non pensavo di raggiungere: non vedo l’ora di partire. Più di così non si può, perché alle Olimpiadi c’è il rugby a 7 e non a 15. E’ un riconoscimento anche per la Fir. Se lo merita anche Michela e sono onorata di farle compagnia. Tiferò in silenzio; le aspettative loro sono alte, hanno finito i test match alla grande».

L’ufficializzazione è arrivata nel mese di maggio di conseguenza c’è stato modo di entrare per gradi nel clima mondiale. «Sì, nel frattempo abbiamo fatto un camp a Londra la prima settimana di agosto: si è parlato delle linee guida, delle direttive da tenere, con molta attenzione sull’antigioco, sui falli violenti e qualche nuova direttiva sulla difesa della maul».

La partenza per la Nuova Zelanda è prevista fra una settimana, con largo anticipo rispetto all’inizio delle partite: «Il board ha deciso di anticipare di una settimana per questioni Covid, in modo che se qualcuna dovesse risultare positiva ha il tempo per smaltire. Avremo il tempo di abituarci alla routine con preparazione e briefing e alle dinamiche col gruppo. Sarà un periodo intenso perché stare sette settimane insieme, performare, fare analisi ci vuole un bell’equilibrio tra vita sportiva e tempo per se stessi, per scaricare. Avremo un giorno a settimana, il mercoledì, che sarà libero, per cui lì, scarico totale». Dopo aver toccato la vetta, il futuro dell’arbitraggio …

«Mi manca arbitrare in Champions Cup e in Urc. Però posso ritenermi soddisfatta. Non so quando smetterò. Forse dirò io basta prima che me lo dicano, ma potrebbe anche coincidere il momento; la consapevolezza di come si sta in campo la si ha, fisicamente sto bene, non mi pesa allenarmi, mi diverto per cui non mi sono posta una deadline».

Paolo Mulazzi

© Riproduzione riservata

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