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Cresce la richiesta

La scuola in famiglia? Piace

La scuola in famiglia? Piace

di Luca Molinari

23 Settembre 2022,03:01

Educare i propri figli senza mandarli a scuola. In apparenza può sembrare un controsenso, ma sempre più famiglie, anche a Parma e provincia, scelgono di provvedere direttamente all'istruzione dei figli avvalendosi della cosiddetta scuola parentale, in inglese homeschooling.

Già prima dell’emergenza Covid esistevano, in Italia e nel mondo, bambini istruiti ma senza esperienza di aule, campanelle e lavagne. Con la pandemia si è assistito a un vero e proprio boom dell'istruzione parentale. Tanto che alcuni comuni del nostro territorio si trovano a dover gestire per la prima volta questo tipo di richieste, avvalendosi dell'aiuto di quelli più popolosi.

All'avvio di questo nuovo anno scolastico, al solo Comune di Parma sono arrivate 31 richieste da parte delle famiglie parmigiane, in crescita rispetto agli anni passati.

«Le richieste sono in crescita - conferma Caterina Bonetti, assessore comunale ai Servizi Educativi - ma si tratta ancora di numeri piuttosto ridotti per poter parlare di boom, almeno a livello locale. L'emergenza Covid ha portato a un aumento di questo tipo di domande rispetto al passato, ma Parma può contare su una varie grande varietà di proposte a livello di scuola pubblica, paritaria e privata, in grado di venire incontro pienamente ai bisogni educativi».

L'assessore Bonetti, pur «rispettando la scelta delle famiglie che optano per l'istruzione parentale, sottolinea «il valore dei percorsi formativi della scuola pubblica e paritaria». «Abbiamo ottime scuole in città - dichiara -. Il Comune investe tanto per dare il meglio alle famiglie di Parma. Si cerca di offrire tutte le garanzie possibili a livello formativo e si può contare su una offerta molto ampia, soprattutto nell'ambito dell'educazione primaria».

Come funziona

Nel caso si scelga di optare per l'istruzione parentale, i genitori dello studente sono tenuti a rilasciare ogni anno al dirigente scolastico del territorio di residenza, una apposita dichiarazione circa il possesso della capacità tecnica o economica per provvedere all'insegnamento parentale. Questi studenti sostengono annualmente l’esame di idoneità per il passaggio alla classe successiva in qualità di candidati esterni in una scuola statale o paritaria, fino all’assolvimento dell’obbligo di istruzione.

Chi controlla

La scuola che riceve la domanda di istruzione parentale è tenuta a vigilare sull’adempimento dell’obbligo scolastico dell’alunno. A controllare non è competente soltanto il dirigente della scuola, ma anche il sindaco.

La scelta dell'homeschooling è dettata anche dalla volontà delle famiglie di scegliere modelli pedagogici che difficilmente trovano applicazione nella scuola statale e in quelle paritarie.

Il fenomeno nel mondo

L’homeschooling è una realtà poco nota e scarsamente diffusa soprattutto in Italia, anche se i dati dimostrano un aumento delle famiglie che decidono di istruire a casa i propri figli, senza iscriverli a scuola. Nel mondo la situazione è ben diversa. 

Circa sessantamila bambini in Canada, settantamila in Inghilterra e due milioni negli Stati Uniti invece di frequentare la scuola, ricevono quella che una volta era definita istruzione parentale e che oggi ha diversi nomi, legati da un unico filo rosso: i bambini non vanno a scuola, ma vengono istruiti in casa, da genitori o tutor. Il concetto fondamentale è quello della libertà di insegnamento.

Luca Molinari

© Riproduzione riservata

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