Lutto
Nei giorni scorsi è scomparso Dino Fontana, molto noto in città per aver gestito per anni una rinomata officina meccanica, e per essere stato socio storico della locale Associazione arma aeronautica dove era iscritto dal 1972. Dalla sua vita avventurosa si potrebbe trarre un romanzo, partita da Vigatto dove era nato nel 1926. Le sue vicende professionali nascono alle Officine Luciani, assunto come apprendista imparerà l’arte di lavorare il ferro specializzandosi come provetto tornitore e saldatore. Nel 1946 partirà per il servizio militare in Aeronautica che svolgerà all’aeroporto di Catania-Fontanarossa, dove maturerà quella passione per l’aviazione che lo accompagnerà per tutta la sua lunga vita. Un'altra grande passione di Dino è stata la musica, aveva imparato a suonare la tromba da ragazzo, talmente bene che la sua bravura lo porterà a far parte della banda Giuseppe Verdi. Dopo il matrimonio con Antonietta avvenuto nel '52, l’avventura di Fontana continuerà nella lontana Argentina, dove si trasferirà come tecnico specializzato per conto dell’Eni, operando nella fredda ed inospitale Patagonia. Nei primi anni Sessanta rientrerà in Italia e fonderà una sua officina meccanica in via Saffi, che diventerà un prezioso punto di riferimento per l’industria meccanica cittadina nascente. Il presidente dell'Arma aeronautica, colonnello Claudio Bernardini, lo ricorda come «amico infaticabile ed entusiasta, perfettamente inserito in tutte le numerose attività sociali a cui non faceva mai mancare il suo prezioso contributo». In particolare i soci lo ricordano con affetto ed ammirazione «per la sua partecipazione come trombettiere ufficiale a tutte le celebrazioni dell’associazione. La sua tromba passava dalle solenni note dell’Inno nazionale, a quelle più allegre eseguite nelle feste sociali, fino a quelle più struggenti del silenzio fuori ordinanza eseguito durante le esequie dei soci che avevano chiuso per sempre le loro ali». Prossimamente l’Associazione arma aeronautica gli conferirà il diploma alla memoria per i suoi 50 anni di iscrizione alla sezione di Parma. Lascia la moglie Antonietta, il figlio Eugenio e l’adorato nipote Daniel.
r.c.
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