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«Mi offre gli amari?». Il ristoratore dice no e lui gli scaglia il bicchiere in fronte

«Mi offre gli amari?». Il ristoratore dice no e lui gli scaglia il bicchiere in fronte

18 Febbraio 2026, 03:01

Un sabato d'estate. Tavolo all'aria aperta e cena in compagnia in un locale tra Parma e Traversetolo. Gli ingredienti ideali per una serata piacevole, in assoluto relax. E dall'antipasto ai caffè tutto era filato liscio: due coppie di amici che avevano scambiato sorrisi, battute e ricordi. Al tavolo anche i figli di una delle coppie: un ragazzino e un bambino di pochi anni. Una cena piuttosto lunga, ben oltre mezzanotte, quel 21 agosto 2021, eppure i piccoli avevano resistito senza creare particolari problemi. Ma il colpo di scena (per colpa degli adulti) era esploso sul finale.

Arrivati alla cassa per pagare il conto, in due avevano avuto l'idea di chiudere la cena con un amaro. Ma immediatamente era scattato anche l'invito al titolare del ristorante: «Ce li potrebbe offrire, come fanno in tanti ristoranti...». Ma dall'altra parte la risposta era stata cortese e allo stesso tempo netta: «Veniamo da un periodo difficile, dobbiamo ancora superare i problemi del Covid, per cui ve li servo volentieri, ma dovete pagare». E così era stato. Uno dei quattro aveva fatto strisciare la carta di credito, però dopo aver sorseggiato l'amaro, aveva scagliato il bicchiere colpendo il titolare in fronte. La pelle non si era lacerata, ma si era formato un grosso ematoma. E poi quel dolore pulsante, che aveva costretto il ristoratore, 47 anni, ad andare in Pronto soccorso per poi uscirne con una prognosi di 26 giorni. Accusato di lesioni aggravate, il cliente - 46 anni, residente in provincia - ieri è stato condannato a 6 mesi dal giudice Alessandro Conti. La pm Laila Papotti aveva chiesto 1 anno. La pena sarà sospesa, così come potrà essere disposta la non menzione nel casellario giudiziario, solo se il 46enne pagherà, entro 90 giorni dal passaggio in giudicato della sentenza, 1.500 euro di provvisionale al ristoratore che si era costituito parte civile, assistito dall'avvocato Gianluca Paglia. Non solo. Potrebbe profilarsi un processo anche per la moglie del 46enne e per l'altra coppia della cena di quella sera: come richiesto dalla pm, il giudice ha infatti trasmesso gli atti in procura per valutare la falsa testimonianza.

Già, perché ieri, in aula, è toccato ai protagonisti della serata ricostruire quei minuti alla cassa. Il titolare, in particolare, ha spiegato che mentre le coppie erano ancora al tavolo era stato portato un pre-conto. «Su quel foglio non erano segnate altre consumazioni che poi avevano fatto, come i caffè: cose che poi ho aggiunto quando si sono presentati alla cassa a pagare», ha spiegato. Ed è probabile che ci fosse già una certa irritazione per il conto, 200 euro circa, quando le coppie sono arrivate al bancone. Tuttavia, sia il 46enne che gli altri commensali hanno smentito che fosse stato il conto a creare insofferenza. Ma hanno anche dato una versione di quanto sarebbe accaduto in quegli istanti evidentemente ritenuta inverosimile dal giudice. «Dopo che gli abbiamo detto che avremmo fatto una brutta recensione del locale, vista la sua risposta alla richiesta di offrirci gli amari, il titolare ha preso lo scontrino del conto e lo ha gettato lì sul bancone. E a quel punto io - ha spiegato il 46enne - ho lanciato allo stesso modo il bicchiere, ma non l'ho colpito. L'ho buttato in diagonale, e non l'ho colpito: il bicchiere è finito contro il mobile dietro di lui».

Peccato, che sia la moglie del titolare che un dipendente abbiano visto tutta un'altra sequenza: il bicchiere che finisce dritto sulla fronte dell'uomo. Ma - soprattutto - c'è quel referto del Pronto soccorso.

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