Il caso
Anche la parrocchia di Busseto deve fare i conti con i forti rincari delle bollette. Per questo diverse funzioni, in particolare quelle delle 18 del sabato e delle 8.30 della domenica che normalmente si temevano nella collegiata di San Bartolomeo, sono state «trasferite» nell’attiguo oratorio della Santissima Trinità, di proporzioni molto più modeste rispetto alla collegiata.
Il contenimento
Questo per cercare di contenere i costi, molto elevati, delle bollette. «Con amarezza – spiega il parroco don Luigi Guglielmoni – si cercano soluzioni alternative, ad esempio celebrando nella cappella della Santissima Trinità se la capienza del luogo è sufficiente per il numero dei fedeli. Anche i parroci – ricorda – faticano come le famiglie a provvedere alle spese delle utenze delle chiese e delle strutture parrocchiali. In collegiata non c’è, da anni, un impianto funzionante di riscaldamento e mancano le risorse per metterne uno nuovo. Per ora si è trovata una soluzione provvisoria avviando un soffione di aria calda prima e durante le celebrazioni con più partecipazione di fedeli».
Poche risorse
«Non avendo risorse sufficienti – prosegue – si è deciso di privilegiare l’oratorio parrocchiale, di cui nei prossimi mesi sarà rifatto il tetto che versa in condizioni penose. I nostri fedeli sono molto pazienti nel sopportare i mesi più freddi, mentre l’oratorio è usufruibile tutto l’anno dai ragazzi e dai giovani». Don Luigi Guglielmoni, tra l’altro, fin dal suo arrivo a Busseto si sta ampiamente prodigando nel restauro delle chiese chiuse e nella messa a norma degli ambienti delle varie parrocchie ricevute in affidamento. La chiesa della Santissima Trinità, che appunto per l’inverno sopperisce alla collegiata per diverse celebrazioni, è un luogo prestigioso oltre che molto bello. È nota per aver ospitato nel 1836 le nozze tra Giuseppe Verdi e Margherita Barezzi, sua prima moglie e conserva alcune opere pregevoli, tra cui la pala d’altare raffigurante la Santissima Trinità con le Sante Apollonia e Lucia, dipinta da Vincenzo Campi nel 1579.
Il restauro
Da poco più di due anni sono stati tra l’altro conclusi i lavori di restauro effettuati con il determinante contributo dell’8x1000, avviati grazie alla passione e tenacia del compianto monsignor Stefano Bolzoni, parroco per 50 anni della cittadina verdiana, e portati a compimento con altrettanta energia dall’attuale parroco don Luigi Guglielmoni.
Paolo Panni
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