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IL CASO

«Non decapitare il Conservatorio, la musica è il futuro dei nostri figli». La lettera-appello di un gruppo di genitori di studenti del liceo musicale Bertolucci

«Non decapitare il Conservatorio, la musica è il futuro dei nostri figli». La lettera-appello di un gruppo di genitori di studenti del liceo musicale Bertolucci

14 Marzo 2023, 03:01

La disputa tra il Conservatorio e alcuni legali che protestano per il «rumore», continua a far discutere.

Ed ecco un'altra voce che si leva. Un gruppo di genitori di studenti del liceo musicale Bertolucci (diciotto i firmatari, oltre ad altri sostenitori anonimi) ha inviato una lettera alla «Gazzetta» lanciando un accorato appello sulla necessità di non «decapitare» il Conservatorio Boito attraverso quella che viene definita «una spada di Damocle in mano al Tar».

La vicenda

Tre studi legali che hanno sede nelle vicinanze, tra via del Conservatorio e piazzale Boito, sostengono di essere disturbati nel proprio lavoro dal volume della musica proveniente dal Conservatorio «Boito» e perciò hanno chiesto la sospensione dell'attività.

Ora l'attesa è tutta per la sentenza del Tar che - a breve - dovrà decidere se la sospensione sia ammissibile o meno, anche in considerazione dei disagi che provocherebbe agli studenti dello stesso Conservatorio «Arrigo Boito».

La missiva

«Il luogo della musica più importante della nostra città» rischia di essere “decapitato” «perché fa rumore» scrivono gli autori della lettera, che si presentano come «un gruppo di genitori i cui figli studiano musica oggi al liceo musicale Bertolucci: ragazzi per i quali la musica rappresenta il futuro». Musica che «è diventata in questo frangente, rumore» si legge. «Fanno rumore le bottiglie spaccate sotto i portici della Pilotta e gli schiamazzi notturni che la popolano? Fanno rumore auto e bus che percorrono le strette vie del centro? Che dire della movida di via Farini? E le urla delle bande di teppisti lungo i borghi? - si domanda il gruppo di genitori - Secondo noi, questi sono rumori e non capiamo come sia possibile confonderli con la musica».

Impensabile inoltre chiudere o spostare il Conservatorio. «Proprio perché la sua ubicazione attuale risale a più di due secoli addietro, ai tempi di Maria Luigia d’Austria - continua la missiva - qualsiasi attività si sia insediata nelle sue vicinanze era a conoscenza della presenza del Conservatorio e delle sue attività. Per voler fare un paragone, è come comprare una casa vicino alla tangenziale, per poi lamentarne il rumore e chiederne lo spostamento».

Il gruppo di genitori ricorda quindi una serie di peculiarità del Conservatorio, «che lo rendono impossibile da trasferire: ci sono strumenti che non potrebbero essere traslocati altrove, spazi dedicati a museo storico e fonoteca aperti al pubblico, ma a disposizione degli studenti; ha una pluralità di piccole aule per lo studio di strumenti e canto; ha spazi dedicati agli uffici studenti, Erasmus, docenti, una produzione artistica con circa 1500 persone coinvolte che devono condividere gli ambienti». Senza contare il valore dell'auditorium del Carmine e del magnifico Chiostro, «che ospita eventi aperti a tutta la comunità in diverse occasioni dell’anno».

«Conseguenze nefaste»

«Proviamo ad immaginare le conseguenze della chiusura del Boito - prosegue la lettera -, centinaia di musicisti, anche stranieri, senza un luogo di studio e di incontro adeguato, perdita di affluenza turistica per impoverimento del valore culturale della città, calo evidente dell’indotto legato ai progetti Erasmus e alle produzioni artistiche in collaborazione con orchestre e teatri locali, nazionali e internazionali».

Gli autori della lettera si chiedono quindi a quanti possa dare fastidio la musica del Conservatorio: «Quanti invece si fermano, ascoltano, e si lasciano trasportare dalla musica? In quanti, coinvolti dalle notizie di questi giorni, hanno pensato che fosse una situazione paradossale e incredibile?».

La garbata protesta si conclude con una domanda rivolta a chi ha in mano le sorti del Conservatorio: «Che cosa state facendo?».

I lavori

I primi interventi di mitigazione del rumore sono stati realizzati prima di Natale. Altri lavori invece inizieranno nei prossimi giorni. Non solo. Sono state spostate le attività più rumorose in altre zone del Conservatorio ed è massimo l'impegno a tenere chiuse tutte le finestre.

Luca Molinari

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