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La neurologa Mazzucchi in Bolivia: «Il mio impegno per dare speranza ai bambini disabili»

La neurologa Mazzucchi in Bolivia: «Il mio impegno per dare speranza ai bambini disabili»

15 Marzo 2023, 03:01

Il «Centro de Rehabilitaciòn Infantil prof. Mario Parma», fondato a La Paz, in Bolivia, ha compiuto 21 anni il 14 febbraio scorso. Non ha mai smesso di evolversi, così come non ha mai interrotto la sua missione, che è quella di occuparsi della riabilitazione dei bambini con varie patologie neurologiche.

E se per centinaia di famiglie questa struttura ha rappresentato nel tempo molto più che uno spazio di cura, ma un luogo di accoglienza, tutela e ascolto, il merito è soprattutto di Anna Mazzucchi, neurologa, già docente di neuropsicologia clinica e di riabilitazione neurologica all’Università di Parma e fondatrice del Centro Cardinal Ferrari di Fontanellato.

Inaugurato nel 2002

Fu proprio lei, nel 2001, a contattare don Eugenio Scarpellini, missionario di Bergamo, allora parroco della chiesa di San Salvador e amministratore dell’Ospedale Juan XXIII a La Paz, per proporre la costruzione di un centro dedicato alla riabilitazione infantile di bambini con patologie neurologiche. «Nel febbraio 2002, subito dopo l’inaugurazione del Centro, abbiamo preparato una dispensa da distribuire negli ospedali grazie alla quale le mamme erano invitate a prestare attenzione agli eventuali disturbi dei loro figli, spiegando cosa dovessero notare nei loro bambini per portarli eventualmente al centro di riabilitazione» racconta oggi Mazzucchi, bresciana di nascita, ma a Parma dal 1969, che ha appena concluso un webinar di formazione da remoto rivolto agli insegnanti boliviani per avviare, dopo più di 20 anni di attività con bambini disabili, un percorso ufficiale per un loro inserimento nelle classi.

La struttura nacque come centro riabilitativo per bimbi con problematiche neurologiche, motorie e cognitive, sintomatologie che, all’inizio, non sempre erano riconosciute dalle famiglie, oppure che erano tenute nascoste per vergogna «perché considerate una punizione».

Il corso

Il corso di formazione per insegnanti delle scuole primarie e secondarie, che si è tenuto il 4 e l’11 marzo, è stato fortemente voluto dal Ministero dell’Istruzione boliviano ed è stato organizzato dalla Fondazione Mario Parma (che si è costituita nel 2008), in collaborazione, oltre che con Anna Mazzucchi, con tre docenti di università italiane (Dimitris Argiropoulus docente di Pedagogia speciale all’Università di Parma, Adriano Ferrari docente di Riabilitazione neurologica all’Università di Modena e Reggio Emilia e Viviana Langher docente di Psicologia speciale all’Università La Sapienza di Roma) e Mauro Costantino docente all’università Umsa di La Paz. La partecipazione via web, anche tramite YouTube, è stata altissima, con 74 distretti educativi collegati, distribuiti in tutta la Bolivia, e più di 2000 dirigenti scolastici iscritti.

Quel ponte solidale

Grazie a un «ponte» ideale tra Parma, Bergamo e La Paz, il centro è cresciuto negli anni. Dalle iniziali palestra e ambulatorio per la logopedia alla sala giochi e alla biblioteca, fino ad arrivare alla cucina. «Il Centro ha accolto i primi casi, circa 7-8 bambini ogni anno, dal 2003 al 2008, perché i genitori si vergognavano di mostrare che avevano figli disabili – continua Mazzucchi -. Ma visti i progressi ottenuti, altri genitori si sono fatti coraggio e il numero di bambini in trattamento è andato via via aumentando, fino a superare il centinaio. C’erano bimbi di età diverse, ragazzi con la sindrome di Down, paralisi cerebrale, traumi cranici, patologie muscolari e malformazioni cerebrali».

Crescita costante

Grazie a anche ad alcune donazioni, il Centro è diventato più grande e ora è una struttura di tre piani con numerosi spazi dedicati a ogni tipo di riabilitazione neurologica. «La struttura ha potuto contare sulla collaborazione di tanti professionisti “volontari”, soprattutto italiani, fino a diventare un polo conosciuto in tutta la Bolivia – ha continuato la neurologa -. Dal 2006 sono stati tanti gli studenti praticanti dall’ateneo di Parma, Reggio Emilia e dalla Cattolica di Milano, ma anche gli allievi di La Paz (Salesiano, Sant’Andres, Nazionale di La Paz) hanno fatto esperienza al Centro Mario Parma. Nello stesso periodo, le suore Orsoline hanno iniziato a riunire le mamme con i bambini disabili per fare in modo che non si sentissero sole, aiutandole ad abbattere il tabù che si crea quando nascono figli con disabilità».

Nel 2016, Giovanna Pesci, nipote di Mario Parma, ha compiuto una donazione importante, con cui sono stati creati gli ambienti per la terapia occupazionale: c’è una piccola cucina, il percorso che insegna il rispetto delle regole stradali, ma lì imparano anche ad allacciarsi le scarpe, a vestirsi, a tagliare la frutta, a lavarsi i denti e le mani, a fare piccoli acquisti, come sperimentazione della vita reale, per raggiungere buoni livelli di autonomia.

Sala doposcuola

«Nello stesso anno, abbiamo ricavato una sala per il doposcuola rivolto ai bimbi del quartiere, che a casa non hanno aiuto nei compiti – continua -. Nel 2017 abbiamo poi implementato gli spazi riabilitativi con la musicoterapia e la sala multisensoriale».

Il post pandemia

«Prima del Covid-19, i bimbi erano 130, poi ci siamo dovuti fermare per quasi un anno – conclude -. Adesso abbiamo di nuovo in carico novanta bambini e stiamo avviando la teleriabilitazione per chi abita lontano».

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