Langhirano
È stato uno dei soci fondatori dell’associazione, uno dei primi volontari a prendere servizio quel 1° giugno 1973, quando è iniziata la storia dell’Assistenza pubblica di Langhirano.
Si sono svolti ieri i funerali di Renato Ghiretti, 81enne volto noto a Langhirano per il suo impegno rivolto comunità e in particolare alla Pubblica, che oggi si stringe alla famiglia, alla moglie Eles e ai figli Umberto e Alessandro.
Una scomparsa che nell’anno del 50° della fondazione rende ancora più dolorosa la mancanza di uno dei «padri» dell’associazione, uno di quei pionieri che avevano creduto nel valore di quell’iniziativa per il territorio.
«Il suo nome è strettamente legato all’associazione. È anche grazie al suo impegno se l’Assistenza pubblica ha preso vita – spiegano dall’associazione -. Per anni ha ricoperto la carica da consigliere; da sempre è stato un volontario come tanti, umile, sempre presente e disponibile ad aiutare l’associazione».
Insieme al fratello Gianni, scomparso lo scorso anno, aveva un’officina da elettrauto a Langhirano e rappresentava un punto di riferimento per i volontari, per la loro immancabile disponibilità.
«Quante volte li abbiamo visti passare dalla tuta alla vestaglia prima e poi alla divisa – proseguono -. Se c’era un turno scoperto o una difficoltà, anche all’ultimo minuto, erano sempre presenti. Una certezza, sapevi sempre di poter contare su di loro. Mollavano il lavoro e uno dei due era pronto ad arrivare. E l’impegno di Renato verso l’associazione c’è stato davvero fino alla fine».
Quando non ha più potuto svolgere il servizio come soccorritore, per raggiunti limiti d’età, Ghiretti infatti non aveva smesso di dare il suo fattivo contributo all’associazione ed era passato al ruolo di telefonista, che ha ricoperto fino a qualche mese fa. Una scelta che non tutti fanno. Un esempio di impegno e di servizio a favore della comunità che ha lasciato un segno indelebile nell’associazione.
«Guardando al futuro, al cinquantesimo «compleanno» dell’associazione, viene da pensare alle generazioni più giovani – concludono -. Quello che ci chiediamo è se saremo in grado di dare continuità all’impegno che tanti hanno messo per l’associazione e che oggi restano un esempio cui ispirarsi».
Ai giovani volontari il compito di seguire la sua strada.
Maria Chiara Pezzani
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