Lesignano
Lesignano - Un ponte tra la Spagna e la nostra provincia. Un viaggio da Cantillana, paese poco distante da Siviglia, e Lesignano Bagni. A bordo del furgone, che ha macinato centinaia di chilometri per arrivare alla meta, 11 cani «galgos», accolti dai volontari e dalle loro nuove famiglie. E un futuro tutto da scrivere.
Si è concluso all’Olimpic Dog Village di Lesignano il primo viaggio organizzato dai volontari dell’associazione Galgo Lovers Italia, con sede a Monticelli e nata da pochi mesi per la salvaguardia, il recupero e l’adozione dei cani galgos spagnoli, podencos e meticci. Insieme agli amici spagnoli dell’Asociación Animalista Vidanimalis onlus hanno organizzato un lungo viaggio per dare una seconda vita a questi animali: 4 di loro sono stati già adottati, gli altri rimarranno in stallo dai volontari e dai sostenitori in attesa di trovare una casa. Sono 17 i volontari dell’associazione e intorno a loro una rete di sostenitori: la storia della Galgo Lovers nasce proprio dalla sensibilità di queste persone, dall’incontro e dall’adozione dei galgos, razza canina che fin dalla nascita è segnata da un triste destino.
Ogni volontario ne ha adottato uno o più. Alcuni ne hanno tre, alcuni cinque. A loro volta hanno quindi deciso di attivarsi, dando vita a un’associazione sul nostro territorio. «In Spagna nascono come cani da caccia per le lepri, usati dai galgheros, cacciatori, anche per competizioni su terra battuta - spiega la vicepresidente Melanie Gunther insieme alle volontarie Silvia e Tina -. La caccia inizia i primi novembre fino al 1° febbraio, data che è divenuta sinonimo di mattanza. Quando finisce il periodo, già intorno ai tre anni, vengono uccisi, in modi diversi e tremendi, ma la selezione e l’eliminazione avviene già da cuccioli. Si stima che ogni anno tra 50 e 60mila cani vengano abbattuti». Da anni le associazioni animaliste in Spagna si battono per cambiare questa cultura e sono sorti dei rifugi, che si trovano a gestire centinaia di cani. «Se va bene infatti i galgheros alla fine del periodo di caccia li abbandonano nei rifugi. Portarli qui significa anche svuotarli perché ci sia la possibilità di salvarne altri. Sono animali che hanno vissuto in condizioni indescrivibili, rinchiusi al buio, maltrattati. Sono cani che hanno una dedizione al padrone incredibile, sono empatici, li usano spesso nella pet therapy».
L’arrivo del furgone è stato accolto con grande gioia e qualche lacrima. «Ringraziamo Cesare e Andrea per la disponibilità degli spazi. Ora per tutti loro inizia una nuova vita, fatta di cure, attenzioni e tanto amore».
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