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Assoluzione

Naso rotto in una mischia, calciatore denunciato da un avversario

Naso rotto in una mischia, calciatore denunciato da un avversario

20 Maggio 2023, 03:01

Fontanellato Era il decimo del secondo tempo: si stava per battere un calcio d'angolo, in area si cercavano posizioni e si stringevano marcature, quando (mentre il pallone era in volo o forse un attimo prima) un difensore della Fontanellatese finì a terra, colpito da un difensore avversario. L'arbitro neanche fischiò il fallo e sembra che nessuno dei biancorossi abbia protestato. Il calciatore infortunato uscì dal campo con il naso rotto e finì al Pronto soccorso, da dove sarebbe stato dimesso con una prognosi iniziale di 21 giorni, deciso poi ad appendere gli scarpini al chiodo. Non vide la propria squadra incassare il secondo gol e perdere per due reti a una. Il derby con il Fontanellato del 19 novembre 2017 nel campionato di II categoria si concluse con questo punteggio, ma per i due calciatori dalle opposte casacche ne sarebbe cominciato uno nei tribunali, con il giallonero (a sua volta in passato vittima di due fratture del setto nasale) imputato per lesioni personali. Secondo il biancorosso, classe 1987, l'altro, di due anni più grande, lo avrebbe colpito volontariamente, con un pugno.

Solo per la causa affrontata in dibattimento undici sono state le partite giocate. Con il risultato finale, ammesso non si vada ai supplementari con l'appello, che il difensore del Fontanellato, difeso (si scusi il gioco di parole) dagli avvocati Matteo Manici e Luca Pietra, è stato assolto dal giudice Paola Artusi.

La querelle ha visto anche una trasferta al tribunale di Piacenza, per una prima causa civile. In quella sede, l'arbitro confermò quanto scritto sul referto: per lui si era trattato di un banale scontro di gioco. La causa civile sarebbe poi confluita in quella penale a Parma, dove in un primo tempo il Gup, nel settembre del 2018, emise un decreto penale che condannava il biancorosso al pagamento di una multa di 4.500 euro.

A questo punto, furono Manici e Pietra a chiedere che si andasse a processo. Nel frattempo, durante la propria deposizione, anche l'arbitro (il cui referto non era mai stato contestato) scoprì di essere stato denunciato per falsa testimonianza. In aula venne prodotto anche un video girato con uno smartphone: ma dalle immagini, non proprio all'altezza di una moviola televisiva, si poté appurare soprattutto che il direttore di gara era in una buona posizione e che molto probabilmente la palla era in movimento al momento dello scontro. Durante la discussione, venne tirata in ballo anche la testata di Materazzi a Zidane e in qualche frangente parve di essere al «Processo del lunedì». Fino al triplice fischio del giudice che chiudeva la partita «perché il fatto non sussiste».

Roberto Longoni

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