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ALLUVIONE in ROMAGNA

«Qui ci chiamano Burdel de paciug». Le testimonianze degli «Angeli del fango» parmigiani

«Qui ci chiamano Burdel de paciug». Le testimonianze degli «Angeli del fango» parmigiani

22 Maggio 2023, 03:01

Ad un incrocio di Cesena è comparso uno striscione con scritto: «Non chiamateci angeli del fango ma chi burdel de paciug», ossia i ragazzi del paciugo.

Tra i «burdel de paciug» ci sono anche parecchi giovani del nostro territorio, giunti nelle zone più colpite dall'alluvione per offrire il proprio aiuto armati di badile e tanta buona volontà.

Scout in prima linea
Tra i giovani impegnati in molteplici servizi ci sono gli scout. Quelli di casa nostra sono occupati in una staffetta continua per garantire un aiuto costante alle popolazioni della Romagna. «Finora ci sono stati ventinove interventi da parte nostra - spiega Filippo Ghirardi, incaricato di Protezione Civile della zona di Parma (scout Agesci) -. Altri quattro ragazzi dovrebbero partire nei prossimi giorni». «Gli interventi - precisa - sono avvenuti tutti nell'ambito del Coordinamento di Protezione Civile di Parma oppure come Agesci (Associazione guide e scout cattolici italiani) regionale».

I primi interventi sono iniziati prima delle grandi esondazioni, con volontari che gestivano il Cor (Centro operativo regionale), la struttura regionale che monitora l'evoluzione degli eventi e coordina gli interventi sul campo, con la sorveglianza degli argini a rischio esondazione, la preparazione di sacchetti di sabbia e la costruzione di barriere protettive per le abitazioni.

Dopo gli allagamenti, gli interventi sono continuati, spesso con squadre miste formate con altre associazioni di Protezione Civile, per aiutare in vario modo la popolazione della Romagna.

Le testimonianze
Piero Caristi, incaricato di Protezione Civile assieme a Ghirardi, è appena tornato dalle zone alluvionate, ma ripartirà oggi alla volta di Faenza. «Come Agesci - racconta - ci siamo uniti ad una squadra della Protezione civile di Fidenza, svolgendo attività di soccorso e aiuto alle famiglie alluvionate». «Abbiamo svuotato una palestra - precisa - e ripulito cantine piene di fango e acqua. É stato toccante vedere persone costrette a gettare i ricordi di una vita distrutti dal fango, ma soprattutto ricevere i ringraziamenti da parte di chi ha perso tutto. Conservo questo messaggio: “Grazie del vostro impegno nell'aiutare gli altri, che Dio vi benedica”».

La responsabile di zona
Susanna Biondini, responsabile di zona Agesci, è appena rientrata dalle zone alluvionate. «É l'inizio di un lavoro capillare enorme - commenta -. Porto a casa la sensazione di aver smosso una pagliuzza dentro un pagliaio perché spaventa l'estensione dei territori coinvolti». «Si ha davanti un gigante - aggiunge la stessa Susanna Biondini - ma la gente è davvero in gamba. Tutti sono all'opera, anche i ragazzini più giovani. Venerdì eravamo in una strada di Forlì e vedere il grande slancio da parte dei presenti mi ha ricordato quello che era successo durante l'esondazione del Baganza».

Cucinati oltre mille pasti
Irene Tomaciello è una volontaria delle cucine della Protezione Civile. «Nella nostra cucina prepariamo pietanze senza glutine e ieri (sabato) e oggi (ieri) abbiamo distribuito una media di 1.300 pasti alla popolazione e ai volontari- dichiara -.Qui nella cucine ci si rende meno conto della situazione, ma il numero di pasti che prepariamo testimonia la portata dell'emergenza». «Poche ore fa - aggiunge - sono andata in paese, a Sant'Agata, assieme a uno dei nostri mezzi e quello che vedi ti toglie il fiato. Ti chiedi come si possa ricominciare dopo un disastro del genere».

Grande forza d'animo
Il ricambio di volontari è praticamente continuo perché servono forze fresche pronte a subentrare a chi deve tirare il fiato.

Tra i giovani volontari presenti nella zona di Forlì, ce ne sono alcuni rimasti colpiti dalla grande forza d'animo delle popolazioni colpite dall'alluvione. «Appena arrivati - raccontano alcuni di loro - siamo stati destinati a una famiglia di anziani, che faticavano a liberare la loro casa dal fango. Quando ci hanno visti ci hanno abbracciati e ringraziati. Siamo stati con loro tutta la giornata e alla sera, quando finalmente la casa è tornata a essere minimamente abitabile, hanno voluto a tutti i costi offrirci una pizza e una birra. É stata una esperienza indimenticabile, che porteremo sempre nel nostro cuore».

I principi
Il mondo scout è da sempre in prima linea durante le emergenze. Lo scautismo si occupa principalmente di educazione dei giovani, ma si è sempre attivato nelle emergenze locali e nazionali. Non a caso l'Agesci è tra le realtà che hanno fondato il sistema di Protezione Civile. Uno dei valori fondamentali è infatti quello del servizio, da vivere nella quotidianità ma anche nelle situazioni di emergenza.

Luca Molinari

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