×
×
☰ MENU

Sanità e welfare

Presentato il Patto sociale per Parma

Presentato il Patto sociale per Parma

28 Giugno 2023, 03:01

C'è voluto un anno di lavoro, ma da ieri Parma e il suo territorio hanno ufficialmente un «Patto Sociale» in cui vengono fissati obiettivi e necessità per il futuro nel comparto del cosiddetto welfare. La novità è però che allo stesso tavolo si ritroveranno a collaborare e a lavorare non solo i protagonisti dell'attività nel settore sociale, ma anche in quello della salute e della sanità, cercando un'integrazione dei processi che, invece di vedere contrapposti o comunque paralleli i due settori, li dovrebbe portare a uno sforzo comune per migliorare il benessere collettivo della comunità parmigiana in senso generale.

La presentazione

Le conclusioni del lavoro svolto nel corso degli ultimi 12 mesi, con il sindaco Guerra e l'assessore al Welfare Ettore Brianti a fare da «registi» assieme al delegato ai rapporti con le istituzioni sanitarie Antonio Nouvenne, sono state illustrate ieri in due fasi. Ieri mattina in Municipio nell'aula del consiglio comunale c'è stato un workshop tecnico guidato dalla presidente della commissione Sanità Anna Rita Maurizio alla presenza dei componenti di maggioranza della commissione (Arcidiacono, Corsaro e Tazzi), ai sindacati, dei vertici delle associazioni del terzo settore e ai coordinatori dei 5 tavoli di lavoro sui vari temi del Patto sociale con ospite d'eccezione l'assessore regionale alla Sanità Raffaele Donini. Al pomeriggio, invece, nella sala ipogea a fianco del Paganini, c'è stata la presentazione alla città e ai cosiddetti stakeholders, con lo stesso Nouvenne e la dirigente del settore Welfare Marta Mancini a fare da presentatori.

Guerra soddisfatto

Il sindaco Michele Guerra ha parlato di «grande soddisfazione perché dopo un anno siamo arrivati al traguardo di questo “Patto sociale per Parma” e ora ci restano 4/5 del mandato per riuscire a raggiungere gli obiettivi delineati dai gruppi di lavoro. Ma la vera novità è metodologica, perché abbiamo creato uno strumento nel quale tutti gli attori in campo per le politiche sociali e sanitarie sono allo stesso tavolo e dunque sarà possibile avere un confronto sulle necessità di aggiustamenti in tempi non biblici. E' un passaggio importante e che era previsto nel programma elettorale che oggi prende forma con un percorso che dà un nuovo coordinamento al welfare sul territorio». Brianti, da parte propria, ha parlato di «un sistema creato, non senza difficoltà ma con la collaborazione di tutti, per creare politiche sociali che siano commisurate a una realtà in cambiamento senza doverla rincorrere affannosamente». Il dg di Ospedale e Ausl Massimo Fabi ha parlato di «un patto fondamentale anche per dare indirizzi alla politica sanitaria e portare a una collaborazione inedita fra due settori che nella realtà di oggi sono strettamente correlati fra loro come il sociale e la sanità».

I 5 tavoli

La cabina di regia del Patto sociale ha individuato 5 tavoli con altrettante tematiche da sviluppare e su cui fare proposte e verificare le progettualità. Il primo è quello sulle «Case delle comunità», coordinato da Francesco Necchi del Comune, Andrea Zurlini dell'Ausl e Antonio Nouvenne. Il secondo invece era coordinato Elisa Azzali del Comune e Beatrice Prati del Maggiore e riguardava le problematiche delle «Dimissioni difficili e protette». Il terzo era su «Famiglia e genitorialità», con coordinatori Erika Azzali e Roberto Abbati del Comune e Antonella Squarcia dell'Ausl, il quarto era incentrato su «Disturbi di salute mentale e disabilità» e aveva come coordinatrici Elisa Azzali del Comune e Patrizia Ceroni dell'Ausl. Infine, il quinto verteva su «Disturbi di salute mentale e fragilità» con coordinatrici Michela Mazza del Comune e Silvia Codeluppi dell'Ausl.

Lavoro al via

Ora, dopo il lungo lavoro preparatorio, nei prossimi mesi partirà quello applicativo delle proposte e delle considerazioni uscite durante questa fase di studio che ha coinvolto gruppi di circa 20 persone ciascuno e ha parlato «a tutto campo» anche con tutti i possibili protagonisti delle politiche socio-sanitarie del territorio, a partire dal Terzo settore e dalle associazioni di categoria e dalle Fondazioni. Sarà il tempo a dire quali risultati verranno prodotti «sul campo».

Gian Luca Zurlini

© Riproduzione riservata