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Taxi, il decreto del Governo «apre» a nuove licenze

Taxi, il decreto del Governo «apre» a nuove licenze

09 Agosto 2023, 03:01

C'è anche Parma fra le città che potrebbero aumentare le licenze per i taxi comprese nel decreto varato lunedì pomeriggio dal Consiglio dei ministri. E questo perché, al di là delle dimensioni, a poter aumentare le licenze destinate ai tassisti sono anche le città dotate di un aeroporto internazionale come è da considerarsi, a tutti gli effetti il «Verdi». E, anche se è ancora presto per poterlo affermare con certezza, non è escluso che nei prossimi mesi il Comune possa decidere di ricorrere a questo decreto (che presenta procedure più semplificate rispetto a quelle normalmente richieste dalla legge) per aumentare il numero delle «auto bianche» presenti in città.

A Parma 78 i taxi presenti

Il numero dei taxi in servizio nel comune di Parma è ormai stabile da parecchi anni, più di 15. Una stasi determinata prima dai limiti imposti per l'aumento delle licenze, ma in anni più recenti anche dalla mancanza di richieste di nuove licenze. L'ultimo tentativo di aumentare il servizio taxi a Parma risale al 2020 quando, in piena pandemia, il Comune fece un bando per 12 nuove licenze: visto il momento, però, dopo una prima sospensione, anche in seguito non ci fu nessuna «corsa» alle licenze. Tanto che, dopo un'attesa infruttuosa e con solo un paio di richieste ritirate prima dell'approdo alla fase della concessione, a luglio del 2022 di fatto il bando venne ritirato, con una formalizzazione arrivata a fine anno. In questo momento, dunque, non c'è nessuna nuova licenza possibile da prendere. A far cadere nel vuoto il bando, oltre al momento legato al Covid, anche il costo di 160mila euro per l'acquisizione della licenza, giudicato troppo costoso anche dalle associazioni di categoria.

Allo studio nuovo bando?

La giunta Guerra stava comunque già pensando da qualche tempo alla possibilità di ampliare l'offerta di taxi a Parma, alla luce anche della ripresa turistica del dopo-Covid e del ritorno alla normalità prepandemica, con conseguente aumento della domanda del servizio. Va poi considerato che, in alcuni momenti della giornata, come la mattina fra le 7 e le 9, la difficoltà di trovare un taxi, espressa anche qualche giorno fa dalle colonne della ”Gazzetta”, si manifesta con maggiore evidenza, così come anche le attese dei viaggiatori per l'arrivo di un'«auto bianca» in stazione nei momenti di punta e all'arrivo del Freccia Rossa serale da Roma si prolungano oltre il normale. Il decreto del Governo, che ancora deve essere formalizzato nero su bianco, potrebbe però essere l'occasione per indire una nuova gara per le licenze. Il decreto governativo indica nel 20% di quelle esistenti l'aumento massimo consentito e dunque a Parma si potrebbe aumentare di una quindicina di auto il servizio. E' però più probabile che si pensi a un incremento minore, visto anche l'andamento dell'ultimo tentativo.

Costi ridotti?

Un'altra incognita riguarda il costo della licenza: i 160mila euro del bando precedente sono stati rifiutati dal mercato, anche perché a questo va aggiunto l'acquisto di un'auto che ha comunque un costo importante. Si pensa quindi a una rimodulazione della cifra verso il basso, anche se non si può scendere troppo, in quanto il Comune incassa solo una percentuale attorno al 20 per cento, mentre la restante cifra viene utilizzata a favore dei tassisti già in attività. In ogni caso il problema verrà affrontato anche attraverso un confronto con i tassisti per valutare al meglio le esigenze della città.

Servizio riorganizzato

Più vicina invece sembra la riorganizzazione del servizio, che ha l'obiettivo di risolvere le criticità che emergono soprattutto per rintracciare taxi nella fascia mattutina. Qui il confronto fra tassisti e Comune è già in atto da tempo e si punta ad arrivare a metà settembre con una nuova modulazione dell'offerta, in modo da coprire meglio i «buchi» emersi nel post-Covid.

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