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Lutto

Addio a Umberto Rondani, ex presidente del Cus e top manager

Addio a Umberto Rondani, ex presidente del Cus e top manager

27 Agosto 2023, 03:01

Aveva lasciato la sua Parma subito dopo la laurea in Economia e commercio per approdare a Milano, città dove ha lavorato e vissuto per il resto della sua vita.

Ma Umberto Rondani, scomparso nei giorni scorsi a 82 anni causa di un malore improvviso mentre era in vacanza in Sudafrica con la moglie, la sua città l'ha sempre avuta nel cuore e nel corso degli anni non mancava mai ai ritrovi organizzati dai compagni di scuola e dagli amici.

La presidenza del Cus

A ricordarlo è l'amico e compagno di liceo («eravamo in sezioni diverse al Romagnosi ma dello stesso anno») Enrico Bordi. «Ho ricevuto da lui il testimone della presidenza del Cus nel ontano 1962. Lui era stato alla guida del Cus per due anni, dopo che era stato nel consiglio dell'allora Aup come delegato allo sport. Umberto era una persona brillante e aveva una leadership naturale, tanto che riuscì a essere trascinante nei suoi due anni di presidenza e mi lasciò un Cus in ottime condizioni sia organizzative che dal punto di vista sportivo»

Campione di rugby

Umberto Rondani è stato anche un ottimo giocatore di rugby arrivando anche a giocare nelle nazionali giovanili partendo dalla squadra della Rugby Parma, in quegli anni sempre ai vertici del campionato dopo gli scudetti vinti negli anni Cinquanta. «Era un giocatore di grande tecnica e si era guadagnato un posto fisso nella Rugby Parma “tradendo” il suo Cus perché il suo livello - ricorda ancora Bordi - era davvero molto alto in un'epoca in cui Parma nel rugby era una delle città di riferimento del movimento italiano. Lui poi era anche un bravo tennista e nelle sfide che giocavamo sui campi della Raquette, dove a quei tempi si disputavano anche tornei nazionali, usciva quasi sempre vincitore».

Un vero top manager

Umberto Rondani, dopo la maturità classica conseguita al «Romagnosi» si era iscritto alla facoltà di Economia e commercio di Parma, a quell'epoca fucina di docenti rinomati a livello nazionale. Dopo una laurea conseguita con lode venne a chiamato a Milano e alcuni mesi dopo iniziò una carriera all'interno della multinazionale Unilever arrivando fino alle cariche di amministratore delegato e presidente, quest'ultima ricoperta fino a non molti anni fa. Puntuale e rigoroso nel lavoro, era però capace di riconoscere i meriti dei suoi collaboratori, dei quali conosceva i nomi e le storie personali «perché servono persone valide e motivate per far crescere l'azienda». Ancora adesso, nonostante fosse in pensione, i colleghi che hanno lavorato con lui lo chiamavano per ricevere consigli per alcune scelte importanti. A Milano aveva messo le radici e formato la sua famiglia, con moglie e figli a cui era molto legato. Uomo di interessi poliedrici, Rondani aveva una vasta cultura e amava leggere libri, oltre che praticare l'amato tennis. Era un gran fumatore, ma dopo un problema di salute, i medici gli avevano concesso al massimo una sigaretta al giorno e lui non aveva mai più sgarrato. Una collaboratirce ricorda che, quando era stato introdotto il divieto di fumo negli uffici si rifugiava su un pianerottolo, cercando scherzosamente di indurre a fumare qualche collega «così almeno ho qualcuno che mi tiene compagnia». Durante la sia vita ha visitato pero, ma spesso anche per turismo, numerosi Paesi ed era particolarmente innamorato del Sudafrica, dove lo ha colto il malore che purtroppo si è rivelato fatale.

Le origini della famiglia

Un particolare curioso riguarda le origini della sua famiglia, che ha dato il nome alla frazione colornese di Mezzano Rondani, località che gli era comunque cara anche se era cresciuto in città. Rondani aveva mantenuto comunque un legame stretto con Parma, grazie ai rapporti che aveva intessuto durante gli anni del liceo e dell'università e, fino a qualche anno fa, almeno una volta ogni 12 mesi (ma anche più spesso) tornava nella sua città d'origine per ritrovare le amicizie e le tante conoscenze. Fra queste, anche quella di Ruggero Cornini, suo predecessore alla presidenza del Cus: «Lo ricordo con affetto: era una persona brillante e capace, che sapeva catalizzare l'attenzione, ma soprattutto era in grado di organizzare al meglio le cose, come ha poi dimostrato la sua carriera lavorativa». I funerali si sono svolti nei giorni scorsi nel capoluogo meneghino.

Gian Luca Zurlini

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