IL RACCONTO
Non è nuovo a queste imprese Massimo Fontana, comasco di Lurate Caccivio ma con radici ben salde a Canetolo, nel Cornigliese. L'ultima in ordine di tempo è stata, nei giorni scorsi, la scalata del Cervino.
«Erano anni che attendevo questo momento - spiega -, ma prima i crolli, poi gli innumerevoli incidenti mortali e la via che era stata chiusa più volte per le continue frane, me lo avevano impedito. Inoltre, quest'anno la tanta neve caduta in inverno e primavera non voleva mai andare via». Già il 5 agosto, data fissata con la sua guida Oscar Cametti, la scalata aveva dovuto essere rimandata, dal momento che il giorno prima c'era stata ancora neve in vetta. Nel frattempo, Massimo si è consolato con una gara di skyrunning e, tanto per cambiare, ha vinto alla Grosina trail in Valtellina.
La voglia comunque del Cervino era tantissima e il 22 agosto si è presentata la giornata perfetta. «Partiamo alle 4.30 con l'entusiasmo a mille – racconta -, salita rapida e decisa, Oscar mi tira fino a poco prima del "Colle del Leone”. Proprio lì una enorme scarica di sassi nella parte ovest della montagna calma il nostro entusiasmo. Ripartiamo dopo il botto e in poco meno di due ore siamo al rifugio Carrell. Il tempo di bere qualcosa di caldo e si riparte per l'ultimo grosso step».
Da lì iniziano «vere arrampicate su rocce a strapiombo sul vuoto un po' mitigate da enormi cordoni che aiutano gambe e braccia a fare il proprio dovere, placche, altre corde, lingue di ghiaccio e la fatica che mi attanaglia fino alla scala Jordan dove a metà e in bilico sul vuoto mi fermo a riposare il mio braccio sinistro ormai debole per la fatica». Ancora uno sforzo e «arriviamo ad intravvedere la croce di vetta ambita da tutti alpinisti. Sono passate circa 4 ore e 25 minuti dalla nostra partenza, un tempo veramente tosto calcolando che normalmente il Cervino si fa in due giorni», racconta.
Dopo le «foto di rito» inizia la discesa: «Forse – confessa Fontana - ancora più difficile della salita, consci di aver fatto una grande impresa». Fontana è soddisfatto ma guarda già alle prossime sfide. «Bianco, Rosa e Cervino, le tre vette più alte ora sono state conquistate e ad un ritmo tosto – conclude -. Ora tre gare di skyrunning e una di downhill running e poi il meritato riposo di fine stagione».
r.c.
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