Rugby
Se ne va un altro centurione. Tommaso Boni lascia Parma e le Zebre dopo 8 stagioni e qualche mese, 117 presenze e 15 mete, attualmente quinto marcatore di sempre al pari di Venditti, Bisegni e Gesi. Era uno degli ultimi rimasti della “vecchia guardia”. «Sono le cose della vita. Come mi ha scritto il padre della mia ragazza, tante cose finiscono nel corso della vita».
Giovedì volerà in Germania, a casa della sua futura moglie tedesca, e domenica in Spagna per giocare con la sua nuova nazionale, gli Stati Uniti, con la quale ha già disputato due partite ufficiali questa estate. Con le nuove regole si può cambiare nazionale seniores e lui può giocare per gli Eagles in quanto suo nonno paterno è nato a New York, dove ha vissuto alcuni decenni, da bisnonni emigrati.
«A 30 anni posso dare ancora qualcosa, mi sento bene e ho una voglia incredibile di vestire quella maglia, la motivazione me la danno anche i miei avi. E’ una scelta che ho condiviso con pochi compagni di squadra un paio d’anni fa» rivela Boni «una volta chiusasi la porta dell’Italia (con cui ha collezionato 13 caps, ndr); poi, un po’ clamorosamente, si è concretizzato tutto al matrimonio di Tiff Eden (l’apertura inglese alle Zebre dalla stagione scorsa, ndr): parlandogli che stavo vedendo la possibilità di una convocazione con gli Stati Uniti mi disse che era in contatto col fresco nuovo allenatore e tutto si è incastrato».
E dopo il nonno, negli Stati Uniti nascerà anche il suo primogenito, «Sì, Sina è incinta di tre mesi. Prenderà l’aspettativa per maternità», poiché terminati i test autunnali con la nazionale USA si trasferirà a Washington per giocare con gli Old Glory DC, squadra della Major League Rugby.
«Non so, ovviamente, quanto rimarrò là, vorrei anche provare ad allenare, magari come assistente per i trequarti, per vedere se mi piace; davo una mano alle giovanili dell’Amatori, vorrei provare un altro contesto. E’ un’esperienza totalmente nuova, vado via con mente e cuore aperto, ma dopo il primo annosarà da valutare insieme alla mia compagna, che all’inizio era piuttosto dubbiosa, ma ora è veramente convinta. Loro, eventualmente, danno una mano per trovare un lavoro. Il mio futuro? Può essere che sia in Germania».
Sabato ha salutato il pubblico del Lanfranchi che gli ha riservato una standing ovation e nell’intervallo gli è stato donato un “quadro zebrato” in ricordo del lungo periodo trascorso a Parma con quella maglia. «Mi ha fatto molto piacere ed emozionato che alcuni tifosi siano venuti appositamente da Torino per salutarmi e chi mi ha ringraziato per ciò che ho fatto; alle Zebre ho dato tutto quello che potevo. Qui ho conosciuto persone stupende, questo mi scalda il cuore e rimarrà per sempre».
Ha, ovviamente, un rammarico: «Quello di non aver vinto tante partite che avremmo potuto e dovuto vincere, una su tutte quella in casa con Pau in Challenge Cup che vincevamo di quasi trenta punti».
Per questo sabato, ai suoi ormai ex compagni riuniti, molti dei quali Under 24, ha detto. «Voi siete il nuovo ciclo, fate sì che sia un bel gruppo, siate anche amici, ma fate sì di vincere perché avete le carte in regola per farlo. Noi ex siamo i vostri primi tifosi perché questa è la nostra squadra. Poi, sulla scorta di questa lunga esperienza, ho citato esempi di comportamenti da non tenere». All the best, Tommy.
Paolo Mulazzi
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