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La storia di Yasser

Italiano da 12 anni "mi negano l'affitto quando vedono il cognome straniero"

Italiano da 12 anni "mi negano l'affitto quando vedono il cognome straniero"

28 Dicembre 2023, 03:01

Lui è il responsabile di una struttura socioassistenziale assunto a tempo indeterminato; lei un’insegnante con «contratto a prova di Stato». Hanno una figlia 17enne che studia al liceo, un gatto, fanno volontariato rispettivamente in Croce Rossa e a Snupi, e portano con sé le referenze dei padroni della casa in cui hanno abitato negli ultimi 15 anni. Ma un appartamento in affitto no, non lo riescono ad avere.

Non è un problema di costi, nonostante i prezzi attuali - lo sa bene chi è in cerca - siano tutt’altro che facilmente sostenibili. In realtà, dopo la visita all’alloggio prescelto e dopo la conferma della disponibilità a arrivare alla firma del contratto, tutto si inceppa lì: sul cognome di Yasser, che di origine è tunisina ma è cittadino italiano da dodici anni.

Ci sono le agenzie che spariscono dopo aver ricevuto i documenti necessari per redigere l’atto, ci sono quelle che lo dicono chiaramente: «I padroni di casa non vogliono stranieri» o «non trattiamo affitti con stranieri».

«E’ da luglio che ci proviamo e ormai è massacrante», uniscono le voci marito e moglie. Tra i casi più eclatanti – ma altri non dissimili lo hanno preceduto - sono uno di metà novembre e l'altro di pochi giorni: «Nel primo caso l'agenzia ci fissa un appuntamento per un preliminare di affitto, ma mezz’ora prima dell’incontro ci invita a non presentarci perché io sono straniero. La responsabile mi dice che non trattano con gli stranieri e che i proprietari dell'immobile sono molto rigidi. Nel secondo caso ci è stato risposto che non vogliono avere niente a che fare con chi è di origine straniera, anche se i documenti dimostrano il percorso fatto», racconta lui. Che si chiede: «Sono arrivato 20 anni fa, qui ho studiato, qui lavoro e vivo, da 12 anni ho la cittadinanza: uno come me è ancora straniero? Se le cose stanno così, come devo comportarmi? Sono una brava persona, non ho precedenti penali e non ho mai avuto problemi di nessun tipo. Quindi devo andare via dall'Italia? Sono italiano di serie B con un marchio indelebile? E quindi anche mia moglie, dipendente statale e italiana, avrà problemi perché legata ad uno considerato ancora straniero?. Tra l’altro partiamo già da una selezione ridotta di possibilità, perché c’è chi affitta solo a studenti, chi solo a single, chi solo a coppie senza figli».

Lo sconforto è tanto, anche da parte di Paola. «Ci viene risposto, spesso in malo modo, che i proprietari possono fare quel che vogliono dei loro appartamenti. Ovviamente è vero, e io, poi, non sono quella che nega che qualcuno possa avere avuto una brutta esperienza, ma lo stesso capita con gli italiani. Generalizzare è sbagliato a prescindere, ed è una brutta cosa per questa città: incontrateci e capite chi avete di fronte». Pensa alla sua esperienza a scuola: «Come dobbiamo educarli gli studenti? All'odio razziale, al Dna, alla persecuzione? Siamo sconvolti, è gravissimo. In una classe di 23, io ho 15 alunni che hanno uno o entrambi i genitori di origine straniera. Che facciamo? La prossima generazione la mandiamo via?».

«E poi – si chiede - i naturalizzati chi sono? I nostri figli hanno marchio un indelebile? Io stessa? Vorrei sapere cosa siamo, anche per capire come muovermi nel mondo...».

Chiara Cacciani

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