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I funerali del bambino di Vicofertile morto a 10 anni

«Ciao Matteo, ci hai donato la tua purezza»

«Ciao Matteo, ci hai donato la tua purezza»

28 Gennaio 2024, 03:01

Si può toccare il silenzio? Si può. Ed è capitato a quelli, ed erano tanti, che si sono ritrovati nella pieve di Vicofertile per dire addio a Matteo Cerato. Che quel silenzio, ieri, non era semplice assenza di rumori, non erano solo voci senza suono.

No, era qualcosa di molto diverso: un abbraccio di anime, una carezza di emozioni, l'espressione di chi capisce che, di fronte al dolore più grande, troppe parole sono proprio inutili. Quello che vale è solo esserci, piangere insieme, provare a condividere lo strazio. Questo lo hanno percepito tutti mentre la piccola chiesa, timidamente antica, si riempiva, mentre il sagrato si affollava, mentre lo sguardo di chi cercava di domare il magone correva sui disegni dei compagni di Marco venuti, con colorata dolcezza, a dirgli ancora ciao.

Ma, soprattutto, lo hanno intuito mentre quella bara bianca, piccola da fare male, è entrata nella navata. E allora, davvero, pareva che anche solo respirare fosse un po' blasfemo. Solo a quel punto don Bertolotti ha infranto il silenzio per ricordare che, in un momento come questo, tutti, ed è normale che sia così, sono pieni di dolore e rabbia. Di dubbi. «Ma per quanto sia difficile, per quanto si faccia fatica, non si deve cedere, non ci si deve allontanare. Si deve comunque restare perseveranti e concordi nella preghiera».

E poi le frasi, pacate e profonde, delle letture scelte per provare a dare una risposta al quesito che, in momenti come questi, è il primo, il più dolorosamente normale: «Perché?».

Una domanda senza risposta, lo ha ribadito il sacerdote, perché «la Fede non elimina i nostri problemi, i dolori. Ma ci aiuta a non soccombere». Come è ovvio che sia quando un bambino come Matteo, dieci anni di entusiasmo e voglia di vivere, si spegne di colpo. Certo, ora ci sono le indagini, la scienza e la medicina stanno provando a trovare un senso ma, forse, non è tutto inutile visto che Matteo non c'è più?

Un vuoto enorme che ognuno, a modo proprio, ha provato a riempire: le mamme si sono strette di più ai loro figli, sgomenti di fronte ad un lutto che non sapevano, giustamente, comprendere. Gli amici si sono abbracciati ancora una volta, come se quel contatto tenace fosse un modo per regalarsi un po' di calore. E loro, i genitori, i parenti, gli amici di una vita, hanno cercato un modo per raccontare Matteo. E, finalmente, il silenzio si è squarciato. Per farlo tornare tra di noi.

«Matteo che il primo giorno di scuola si è presentato con astuccio, quaderno e un po' di perplessità per un'esperienza che non conosceva e un po' temeva ma che alla fine gli ha permesso di conquistare l'amicizia di ognuno», ha raccontato una delle maestre. «Matteo che ora sta bene e non vuole che noi che restiamo possiamo cedere all'odio e alla rabbia», ha scandito la zia. «Matteo che imparava a memoria le barzellette per farci stare bene», ha aggiunto lo zio ricordando una battuta del bambino. E tutta la chiesa, sia pure sgomenta per il dolore, di colpo ha ritrovato il sorriso.

E soprattutto la mamma e il papà, asciutti e dolci, che con le parole dell'amore hanno parlato di «quel bambino buono e gentile che poteva sembrare fragile ma invece ci ha insegnato che pacatezza e serenità sono valori immensi» e «ci ha regalato un seme di purezza». E poi quel «ciao Matte, grazie di tutto» che ha tolto il fiato. E poi non restava altro che asciugarsi gli occhi.

Quando la bara è uscita dalla pieve il sagrato era pieno di gente e di un sole garbato. Alcuni bambini hanno fatto volare dei palloncini bianchi, altri si sono sporti per fare brillare le insegne del Cus, i colori del cuore per Matteo che amava la geografia e l'emozione di fare gol. Tutti hanno allungato l'ultima volta lo sguardo verso la macchina su cui è stato caricato il feretro.

Sulla recinzione un disegno infantile mostrava un arcobaleno e una scritta timida: «Mi dispiace tanto che sei morto».

Luca Pelagatti

© Riproduzione riservata

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