La volata per la A
Sandro Piovani
Beh, ancora una volta ha ragione Fabio Pecchia. Che sabato, al termine di Ternana-Parma (1-3), stuzzicato sulle partite di ieri ha spiegato che «non guardo quello che fanno gli altri, l'importante è che noi facciamo il nostro partita dopo partita. Inutile sprecare energie». Vero. Verissimo. Perché diciamolo, ieri, secondo i migliori (si fa per dire) usi dell'italica pedata, dalle nostre parti si è tifato per i «pareggi delle altre». E sino a pochi minuti, addirittura pochi secondi dalla fine di Como-Venezia e Modena-Cremonese la teoria dei «pareggi delle altre» stava pagando.
E in molti erano già a far di conto, con due punti guadagnati su tutte le inseguitrici dal Parma. Invece? Invece no, come si usa dire in questi casi sono stati fatti i conti senza l'oste. Anxi, gli osti. Così il Como ha segnato all'inizio del recupero battendo il Venezia e la Cremonese ha segnato addirittura all'ultimo secondo contro il Modena. E le posizioni sono rimaste invariate.
Ma soprattutto, sudati e nervosi, ecco che ci è toccato rifar di conto. Cambiare i «meno», guardare subito il prossimo turno (che sabato, alle 16.15, propone tra l'altro un Cremonese-Como più che interessante). E così il rischio è che sabato, a metà pomeriggio, in molti si resti con il lapis in mano, a far di conto, minuto dopo minuto, aspettando il risultato della sfida tra seconda e terza.
Ecco perché ha ragione Fabio Pecchia, inutile sprecare energie, inutile pensare a punti, differenza reti, gol fatti e gol subiti, scontri diretti e quant'altro potrebbe condizionare la classifica. Bisogna semplicemente che il Parma, i suoi tifosi e gli addetti ai lavori continuino a fare quello che hanno sempre fatto sino ad ora. I crociati a vincere più partite possibili, secondo il «Pecchia pensiero» che è diventato una hit della stagione, «la partita è la prossima»; i tifosi dovranno semplicemente fare i tifosi, che alla fine è una delle cose più belle del mondo, come hanno fatto sino ad ora, cercando di seguire la squadra in trasferta e continuando a sostenerla in casa; e gli addetti ai lavori portare avanti il loro lavoro con il giusti distacco, tra critiche costruttive e analisi obbiettive.
Quindi, tabelle vietate, niente pronostici (che alla fine portano anche un po' sfortuna) e sintonizzati col Pecchia pensiero: «”La” partita è la prossima». Venerdì sera al Tardini, con il Brescia. E ci saremo in tanti.
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