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Spaccio

Sgominata banda che spacciava 60 chili di cocaina all'anno: due in carcere, una donna ai domiciliari

La rete riforniva Nord e Centro Italia. Le parole in codice per le dosi: birre, galline, pane e prosciutti

procura della repubblica e guardia di finaza

Foto d'archivio

22 Aprile 2026, 10:11

 Oggi  i finanzieri del Comando Provinciale di Parma hanno dato esecuzione a un’ordinanza applicativa di misure cautelari personali e  sequestro preventivo emessa dal Gip del locale Tribunale, su richiesta  della Procura, nei confronti di due    albanesi   (custodia cautelare in carcere) e una  italiana  (ai domiciliari), tutti residenti nella provincia di Parma. Gli indagati sono indiziati  di traffico di  cocaina e riciclaggio di denaro. L’attività  parte da un'indagine  del Nucleo di Polizia Economico-Finanziaria di Parma che nell'aprile  2025, a seguito di un controllo su strada, portò al sequestro di 8,4  chili  di cocaina e 41 mila euro in contanti nascosti in un doppio fondo dell'auto  guidata da uno degli indagati di origine albanese. secondo le indagini, quest'ultimo  era un abituale corriere che si sarebbe avvalso  della compagna  italiana, con la quale viaggiava, per sviare sospetti in caso di controlli su strada. I due macinavano ogni chilometri per trasportare e cedere, in tutto il nord Italia, importanti quantitativi di stupefacente. Nel corso dei numerosi viaggi, gli indagati avrebbero utilizzato cellulari criptati e adottato un linguaggio codificato con i propri clienti per indicare lo stupefacente da consegnare che veniva indicato convenzionalmente quale: “prosciutti”, “birre”, “galline” e “pane”. Le consegne dello stupefacente sarebbero spesso avvenute in vicoli privi di sbocco, lontani da occhi indiscreti. I presunti corrieri per la loro attività avrebbero ottenuto un compenso di almeno 51 mila euro, importo  sequestrato  in fase di esecuzione dell’ordinanza cautelare. Gli investigatori delle Fiamme Gialle sono stati in grado di ricostruire un traffico di stupefacenti per almeno 60 chilogrammi di cocaina consegnati in varie città oltre che dell’Emilia Romagna, anche della Lombardia, Piemonte, Friuli Venezia Giulia, Veneto, Toscana, Liguria, Marche, Abruzzo e Umbria. La droga collocata sul mercato avrebbe generato un volume di profitti illeciti per oltre 4 milioni di euro. Le indagini hanno inoltre consentito di accertare una redditizia attività di spaccio al dettaglio di sostanza stupefacente da parte dell’altro soggetto di nazionalità albanese ora  in carcere. Nel periodo monitorato dai finanzieri sono state documentate almeno 300 cessioni per oltre 400 grammi di cocaina nei confronti di decine di consumatori del parmense. Nel procedimento sono indagati per il reato di riciclaggio altri due albanesi che avrebbero trasferito a terzi, attualmente ancora in corso di identificazione, parte dei proventi illeciti.  L'indagine  ha  permesso di ricostruire, complessivamente, numerosi episodi di compravendita e detenzione di oltre 60 chili di cocaina, per un valore di circa 4 milioni e 200. Gli 8,4 chili sequestrati sul mercato dello spaccio avrebbero fruttato oltre 580.000 euro.

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