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RAMADAN

Martorano, il rito dell'Iftar condiviso con i migranti

Martorano, il rito dell'Iftar condiviso con i migranti

25 Marzo 2024, 03:01

Lo scorso anno la scelta era caduta sui senzatetto della stazione, ieri invece è stata la volta dei migranti del centro di accoglienza di Martorano.

L'associazione Al-Amal - in collaborazione con la Comunità pakistana e la Protezione civile - ha scelto di condividere il rito dell'Iftar, l'interruzione del digiuno al tramonto, nel periodo del Ramadan, con i novanta ospiti del centro di Martorano.

Aria di festa

Per l'occasione la tensostruttura che ospita i tavoli, è stata allestita con cura dai volontari, che hanno fatto respirare un'aria di festa a tutti i presenti.

Alle 18,30 la preghiera (è stato dedicato uno spazio ad hoc per i fedeli) ha anticipato l'interruzione del digiuno. Al tramonto sono state servite svariate pietanze preparate dai componenti di Al-Amal e dalle altre realtà e famiglie coinvolte nell'iniziativa.

I cibi tipici

Tanti i tipi di riso (pakistano, egiziano, somalo) e di couscous cucinati, così come la chorba, chabakia (dolce marocchino a base di sesamo, mandorle e miele), brik (specialità tunisina) e gli immancabili datteri.

«Grande collaborazione»

«Tutti gli anni organizziamo questa iniziativa - spiega Nabila Mhaidra, presidente dell'associazione Al-Amal -. In passato avevamo condiviso l'Iftar con la città, altre volte aiutando gli universitari fuori sede in difficoltà e altre ancora i senzatetto della stazione». «Quest'anno - ha proseguito - abbiamo pensato agli ospiti del centro di Martorano con l'aiuto della Comunità pakistana, della Protezione civile, che ringrazio per averci messo a disposizione la cucina, e di tante famiglie che hanno deciso di partecipare con grande spirito di solidarietà e condivisione».

Le autorità

Al momento di festa erano presenti, tra gli altri, Stefano Camin (Protezione civile), Michele Alinovi, presidente del Consiglio comunale, Iqbal Abdullah, rappresentante della Comunità pakistana, Giorgio Delsante, presidente della Fondazione Munus, e Gianni Bellini. «Da ormai parecchi anni - dichiara Alinovi - l'Amministrazione comunale partecipa alle iniziative legate al Ramadan. Si tratta di un momento prezioso, possibile grazie all'associazione Al-Amal, che testimonia la grande accoglienza del nostro territorio». «Una accoglienza diffusa sarebbe preferibile - prosegue lo stesso Alinovi - ma lo sforzo rimane quello di creare le migliori condizioni per una piena integrazione di queste persone».

«Abbiamo sempre collaborato con Al-Amal a questo tipo di iniziative - spiega quindi Iqbal Abdullah - per offrire un momento di condivisione a chi si trova in una situazione di difficoltà».

Luca Molinari

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