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LA ZANZARA CHE FA PAURA

Dengue, obiettivo prevenzione: i consigli degli esperti e le misure in campo

Dengue, obiettivo prevenzione: i consigli degli esperti e le misure in campo

02 Aprile 2024, 03:01

Non c'è ancora un allarme, ma le notizie di un'epidemia di dengue in Brasile (meta turistica molto gettonata), con due milioni di contagi, invitano alla prudenza e alla prevenzione. Anche perché sono 61 i Paesi (Brasile incluso) dove la malattia è endemica o molto diffusa.

La Regione ha annunciato proprio in questi giorni di aver stanziato per il 2024, per prevenire le arbovirosi (le malattie virali potenzialmente gravi che le zanzare possono trasmettere) un milione e 120 mila euro. I 120 mila euro saranno impiegati per comunicazione, informazione ed educazione, il milione a supporto delle disinfestazioni svolte dai Comuni. Inoltre l'assessore regionale alla sanità Raffaele Donini ha chiesto al ministero di avviare le procedure di approvvigionamento del vaccino tetravalente, che è già in uso, ad esempio, in Lombardia e Toscana.

I numeri dei contagiati, pur in aumento in Regione (dieci nei primi tre mesi del 2024, a confronto con i sette del primo trimestre 2023), non sono tale da destare preoccupazione.

A Parma i casi di dengue sono stati quattro nel 2020 (una donna e tre uomini, dai 30 ai 50 anni, di cui tre sono stati ospedalizzati); uno nel 2021 (un venticinquenne ospedalizzato); uno nel 2022 (un quindicenne ospedalizzato); nove nel 2023: quattro donne e cinque uomini, cinque ospedalizzazioni.

«Ma si è trattato sempre di casi importati, ossia persone che si sono ammalate di ritorno da zone a rischio - fa notare Silvia Paglioli, dirigente del dipartimento di Sanità pubblica dell’Ausl di Parma - A differenza di quello che è accaduto, ad esempio, a Lodi, dove ci sono state anche trasmissioni locali e casi autoctoni. E anche se in diversi casi si è dovuti ricorrere alle ospedalizzazioni, i sintomi sono stati modesti, senza forme emorragiche gravi».

In vista dell'arrivo della bella stagione, è importante concentrarsi sulla prevenzione. «Considerato che i siti a rischio di infestazione da zanzare nelle aree pubbliche rappresentano solo il 20-30% del totale, e il rimanente 70-80% è di proprietà privata, è necessario che tutti si attivino» dice Lorenzo Ferri, referente arbovirosi per il Servizio igiene e sanità pubblica dell'Ausl e componente del gruppo tecnico regionale per le arbovirosi.

I consigli: eliminare i sottovasi e dove non è possibile evitare il ristagno d’acqua al loro interno; pulire accuratamente i tombini e coprendoli con una rete zanzariera evitando che si intasi dopo le piogge; rimuovere sempre gli sfalci d’erba e tenere il giardino pulito; non lasciare gli annaffiatoi e i secchi con l’apertura rivolta verso l’alto; controllare periodicamente le grondaie mantenendole pulite e non ostruite; coprire le cisterne e tutti i contenitori dove si raccoglie l’acqua piovana.

Domande e risposte

Cos'è la dengue e come si viene infettati?

Di origine virale, la dengue è causata da quattro virus molto simili (Den-1, Den-2, Den-3 e Den-4) ed è trasmessa dalle punture di zanzare che hanno, a loro volta, punto una persona infetta. Non si ha quindi contagio diretto tra esseri umani, anche se l’uomo è il principale ospite del virus. Il virus circola nel sangue della persona infetta per 2-7 giorni, e in questo periodo la zanzara può prelevarlo e trasmetterlo ad altri.

Dove è più diffusa la dengue nel mondo?

Nell’emisfero occidentale il vettore principale è la zanzara Aedes aegypti, anche se si sono registrati casi trasmessi da Aedes albopictus. La dengue, conosciuta da oltre due secoli, è particolarmente presente durante e dopo la stagione delle piogge nelle zone tropicali e subtropicali di Africa, Sudest asiatico e Cina, India, Medioriente, America latina e centrale, Australia e diverse zone del Pacifico. Nei paesi dell’emisfero nord, in particolare in Europa, costituisce un pericolo in un’ottica di salute globale, dato che si manifesta soprattutto come malattia di importazione, causata dall’aumentata frequenza di spostamenti di merci e persone.

Quali sono i sintomi e come si può avere una diagnosi certa?

Normalmente la malattia dà luogo a febbre nell’arco di 5-6 giorni dalla puntura di zanzara, con temperature anche molto elevate. La febbre è accompagnata da mal di testa acuti, dolori attorno e dietro agli occhi, forti dolori muscolari e alle articolazioni, nausea e vomito, irritazioni della pelle che possono apparire sulla maggior parte del corpo dopo 3-4 giorni dall’insorgenza della febbre. I sintomi tipici sono spesso assenti nei bambini. La sintomatologia dà già il sospetto dell'infezione, ma è necessario l’invio di campioni biologici per la conferma diagnostica ad un laboratorio di riferimento, che per la nostra provincia è il laboratorio di microbiologia dell’ospedale Sant’Orsola Malpighi di Bologna (Crrem, Centro di riferimento regionale per le emergenze microbiologiche).

C'è un trattamento terapeutico per la dengue?

Non esiste un trattamento specifico per la dengue, e nella maggior parte dei casi le persone guariscono completamente in due settimane. Le cure di supporto alla guarigione consistono in riposo assoluto, uso di farmaci per abbassare la febbre e somministrazione di liquidi al malato per combattere la disidratazione. In qualche caso, stanchezza e depressione possono permanere anche per alcune settimane. La malattia può svilupparsi sotto forma di febbre emorragica con emorragie gravi da diverse parti del corpo che possono causare veri e propri collassi e, in casi rari, risultare fatali.

C'è un vaccino per proteggersi dalla dengue?

C'è un vaccino a virus vivo attenuato tetravalente, che immunizza nei confronti dei quattro sierotipi virali responsabili della malattia. Si somministra in due dosi a distanza di tre mesi e, se si effettua un ciclo vaccinale completo, ha dimostrato di garantire protezione a lunga durata, 4-5 anni. Purtroppo, l’aver contratto la dengue protegge la persona solo contro il virus che l’ha causata ma non contro gli altri tre tipi virali.

Come si può prevenire la dengue?

«Fondamentale evitare i ristagni d'acqua, in quanto alle zanzare basta pochissima acqua stagnante per depositare le uova e riprodursi - dice Lorenzo Ferri, referente per le arbovirosi per il Servizio igiene e sanità pubblica dell'Ausl - Altra azione importante, quando non è possibile evitare ristagni di acqua in caditoie, tombini, e così via, è l'utilizzo di prodotti larvicidi da aprile a novembre con cadenza periodica, secondo le indicazioni riportate sulle confezioni. Questi prodotti sono facilmente reperibili nei negozi specializzati o nelle farmacie».

Come ci si protegge dalle punture delle zanzare?

Per difendersi dalle malattie anche gravi trasmesse dalle punture delle zanzare, il modo più sicuro è evitare di farsi pungere con alcuni semplici accorgimenti, suggerisce sempre Lorenzo Ferri. Anzitutto utilizzare repellenti rispettando dosi e modalità riportate nelle istruzioni in etichetta; quando possibile è consigliabile vestirsi sempre di colori chiari, indossare pantaloni lunghi, maglie a maniche lunghe, e non utilizzare profumi. Per ridurre al minimo la presenza delle zanzare all’interno delle abitazioni è consigliabile utilizzare zanzariere e condizionatori. Si possono usare anche apparecchi elettroemanatori di insetticidi liquidi o a piastrine o zampironi, ma sempre con le finestre aperte.

Perché non vengono eseguite più frequentemente le disinfestazioni su larga scala?

«Anche se di indubbia efficacia, l'utilizzo di insetticidi ad azione adulticida rimane una soluzione da adottare solo in via straordinaria nelle situazioni di emergenza sanitaria o mirata su aree e siti specifici, dove i livelli di infestazione hanno superato la ragionevole soglia di sopportazione», spiegano dall'Ausl. Questi prodotti infatti hanno un effetto immediato sul controllo delle popolazioni di zanzara, mentre gli interventi antilarvali, l’eliminazione dei ristagni di acqua e la prevenzione della loro formazione, producono risultati duraturi. Inoltre scatenano effetti collaterali da non sottovalutare, sia sulla salute umana e animale (animali domestici e insetti utili) che sull'ambiente, e possono provocare, nelle zanzare, fenomeni di resistenza agli insetticidi, diminuendone l'efficacia.

Monica Tiezzi

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