BASSA
È stato un sollievo per i partecipanti alla via Crucis di venerdì scorso – tornata a richiamare i parrocchiani in processione lungo le strade di San Polo dopo lo «stop» suggerito dalla pandemia - essere seguiti passo per passo dalla pattuglia dei carabinieri di Colorno, pronta a intervenire nel caso a qualcuno fosse venuto in mente di disturbare l’importante momento di preghiera.
Un’ipotesi, quella di eventuali «incursioni» di balordi, che non era così remota visti i fatti accaduti in paese durante la preparazione alla Pasqua. Solo pochi giorni prima, infatti, un gruppetto di giovani, composto da una decina di ragazzi fra i 15 e i 16 anni, si era intenzionalmente messo a infastidire, urlando bestemmie e insulti, chi era in chiesa per assistere alla messa. Una provocazione che sarebbe potuta finire anche molto male visto che dalle parole si è passati in «spintonate» sul sagrato, con schierati da un lato i provocatori e dall’altro chi aveva tentato di richiamarli a cessare il disturbo di chi era concentrato nella preghiera.
Ma questo non era stato l’unico campanello d’allarme di una situazione che potrebbe avere pesanti ripercussioni sul futuro dei giovani coinvolti. Meno di una settimana fa, infatti, i volontari della Caritas che erano andati a preparare i pacchi di generi alimentari da consegnare alle famiglie bisognose del paese hanno trovato i chiari segni di una «visita» sgradita. Ancora una volta, infatti, qualcuno si era introdotto nei locali dell’oratorio e, conoscendo evidentemente abbastanza bene la divisione degli spazi interni della palazzina, era arrivato al magazzino e, per gioco o per pura cattiveria, aveva quindi danneggiato alcune delle confezioni di pasta che erano state riposte lì in attesa di essere distribuite.
Ma il «finale» potrebbe essere già scritto visto che i ragazzi non si sono minimamente preoccupati di non farsi riconoscere dai compaesani che avevano preso di mira e, vista l’età, ora potrebbero finire in guai seri. C.D.C.
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