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BASILICANOVA

È morto Lino Maccari, l'agricoltore dal cuore grande

È morto Lino Maccari, l'agricoltore dal cuore grande

09 Maggio 2024, 03:01

Basilicanova La scomparsa improvvisa del 70enne Lino Maccari di Basilicanova, uomo di grande bontà e noto imprenditore agricolo, ha suscitato sgomento. Non solo all’interno della sua famiglia che era, insieme al lavoro, il perno della sua esistenza. Ma pure tra la gente di Basilicanova, paese in cui era nato e viveva da sempre e fra i dipendenti della società agricola che l’uomo, scomparso martedì, gestiva con la moglie Anna Maria Campanini e il figlio Stefano. Oltre che nell’ambito di Confagricoltura Parma, alla quale Maccari era associato e di cui era stato uno dei soci fondatori, insieme al padre.

«Nostro padre – hanno spiegato i figli Stefano e Samanta – se n’e andato in modo improvviso, lasciando un vuoto indescrivibile. Fino alla sera prima era andato al bar, come era solito fare prima della cena, per giocare una partita a carte e stare in compagnia degli amici. Aveva ancora tanta voglia di vivere e diversi progetti da realizzare».

Il 70enne scomparso era nato in una famiglia di agricoltori, composta dal padre Elio, dalla madre Dusolina e dal fratello Giuseppe, morto qualche anno fa. Aveva scelto di continuare a lavorare nei campi, acquistando piano piano dei terreni. Però amava, in particolare, l’allevamento del bestiame. Oggi l’azienda agricola, gestita con i familiari, conta oltre cento biolche, un allevamento di vacche per la produzione del Parmigiano reggiano e alcuni dipendenti. A soli 16 anni, Lino aveva conosciuto Anna Maria, che sarebbe diventata sua moglie 47 anni fa. Dal matrimonio sono nati – per l’appunto – Stefano e Samanta.

«Abbiamo trascorso insieme – ha spiegato Anna Maria – una vita intera. Ci siamo sempre capiti e consigliati. Lascia in me un grande vuoto, così come nei nostri figli, nipoti e nelle persone care». Il figlio Stefano ha sottolineato che il padre «era legatissimo ai nipoti Federico Leonardo e Sofia, oltre che alla suocera novantenne Gina Cavalli». Mentre la figlia Samanta ha aggiunto: «Per mio padre la famiglia era tutto».

Maccari aveva un carattere deciso, aperto e gioviale. Anche nel ruolo di padre – come sostenuto dai figli - ha giocato un ruolo primario la sua bontà d’animo, malgrado non fosse particolarmente espansivo. Peraltro il settantenne scomparso era presidente del Caseificio Il Fiore di Tortiano e attivo in ambito agricolo.

«La scomparsa di Lino Maccari – ha detto Eugenio Zedda, direttore di Confagricoltura Parma – lascia un vuoto incolmabile, sia come persona di grande bontà sia come bravo imprenditore agricolo. Lascia tutti noi molto scossi. Ci rimarrà il ricordo di una persona di gran cuore, che aiutava tutti e di un imprenditore agricolo sempre partecipi alle nostre sessioni e a quelle del Consorzio del formaggio parmigiano-reggiano». Zedda ha aggiunto: «Ci stringiamo attorno alla moglie, con la quale frequentava abitualmente i nostri uffici e alla famiglia».

Maccari apprezzava la buona tavole e la compagnia degli amici. Aveva fatto parte, insieme al fratello Giuseppe, dell’associazione «Trebbiatori d’epoca», oggi sciolta. Tra i suoi interessi, però’, c’era anche il calcio. Tifava per la Juventus e andava allo stadio per seguire le partite del Parma. Oltre a essere un tifoso appassionato era stato, in gioventù un calciatore, militando nelle file dell’Arsenal di Marore, con cui aveva vinto un Campionato nazionale allievi di cui andava molto orgoglioso. Poi era approdato nelle squadre del Bibbiano e del Basilicanova, come portiere e allenatore.

Nicoletta Fogolla

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