INIZIATIVA
Missione compiuta: se è vero che chi muore continua a vivere nel ricordo di chi lo ha conosciuto, ieri al Campus Matteo Cerato era davvevero vivo e presente. Al fianco del papà Andrea e della mamma Irene, ma soprattutto in mezzo ai suoi compagni di classe della scuola elementare Maupas di Vicofertile e compagni della squadra di calcio del Cus Parma presenti numerosi e compatti all'appello.
Commozione e sorrisi
L'occasione per ricordare Matteo, scomparso improvvisamente a soli 10 anni nello scorso mese di gennaio, è stato l'incontro con Luigi Garlando, inviato di punta della «Gazzetta dello Sport» e scrittore di libri per ragazzi, in particolare della serie «Gol» con la squadra delle «Cipolline» che ha spopolato fra i giovani e giovanissimi. In apertura Andrea, papà di Matteo, ha ricordato che «lui amava moltissimo la lettura e aveva imparato a leggere sulla «Gazzetta dello Sport» e poi era appassionatissimo proprio delle “Cipolline”. E abbiamo pensato che un incontro con Luigi Garlando potesse essere un regalo per chi ha condiviso con Matteo tanti momenti felici e un modo anche per parlare di quello che era un suo grande interesse».
Le «Cipolline»
Introdotto da Andrea Del Bue, Luigi Garlando ha subito saputo instaurare un feeling particolare con i giovanissimi che gremivano la sala A del podere La Grande, messa a disposizione dal Cus Parma. «I libri - esordito - vi fanno volare e andare in un'altra vita. Una magia unica che dà anche maggiore libertà di scelta a chi legge molto». Garlando ha spiegato le origini di Gol! e del nome “Cipolline”: «Per passione seguo da sempre anche le partite di calcio giovanile. E così mi è venuta l'idea di scrivere libri sfruttando da un lato le conoscenze acquisite col mio lavoro di giornalista e dall'altro la volontà di portare ai ragazzi storie di un pallone in cui il protagonista è il fair play. Quanto a “Cipolline”, il nome deriva dalle “Cebollitas” argentine, la categoria di calcio giovanile corrispondente ai nostri Pulcini portata alla notorietà da Diego Maradona».
L'«idolo» Boninsegna
Dalla platea sono arrivate poi domande a raffica a testimonianza di un incontro il tempo è letteralmente volato. E così i ragazzi hanno scoperto che «il mio idolo da ragazzo è stato Roberto Boninsegna, l'attaccante dei miei sogni da giovanissimo tifoso interista che ancora oggi incontro un paio di volte l'anno». Fra Messi e Ronaldo, «scelgo Messi perché non fa solo gol ma creo gioco», e fra i giocatori in attività scelgo «De Bruyne, per l'ordine e la razionalità che dà al suo gioco, come in passato Pirlo». E ancora «Maldini è stato il miglior difensore del mondo, mentre Buffon il più grande portiere di sempre».
Il giornalista e lo scrittore
Il momento più particolare vissuto in carriera «il Mondiale in Brasile del 2014, con il contrasto tra lo sfarzo di stadi modernissimi e favelas con persone alla fame a poche decine di metri». Garlando ha spiegato che «in me lo scrittore (oltre 100 i libri al suo attivo ndr) è amico del giornalista, perché dal mio lavoro nascono i personaggi che ho scritto nei libri». Anche Vincenzo Pincolini, storico preparatore atletico di Parma, Milan e Nazionale, ha portato il suo contributo e Garlando ha concluso la sua chiacchierata dicendo che «uno scrittore per ragazzi deve entrare nel loro linguaggio. E io ho usato mia figlia come tramite». L'incontro finisce con richieste di autografi e qualche selfie e, sì, davvero si può dire alla fine che Matteo era vivo e presente nei pensieri di tutti i suoi amici: missione compiuta, appunto.
Gian Luca Zurlini
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