accoglienza
Il copione si è ripetuto: a mezzogiorno del 26 giugno la “cassetta postale” della Prefettura era desolatamente vuota. Nessuno ha risposto all’ennesimo avviso per manifestazione di interesse che riguardava l’affidamento dei servizi di gestione di centri di accoglienza per stranieri dal 1° luglio al 30 novembre.
Rispetto al classico bando – ne arriverà uno in agosto – avrebbe permesso tempi veloci grazie a un affidamento diretto. Invece si resterà al rallentatore. «Come temevamo - ammette il prefetto Antonio Garufi -, continuano a non esserci novità su questo fronte. Per adesso stiamo tenendo botta perché, va detto, le assegnazioni dal Ministero non sono certo quelle dell’anno scorso. Un anno fa, di questi tempi, eravamo già in piena crisi».
Da inizio 2024 sono 117 le persone migranti arrivate nel Parmense, oggi ne giungeranno altre 12 ma resta un numero ben distante dai 450 dello stesso periodo del 2023. Nei dodici mesi si raggiunse la cifra complessiva di 1.112 tra cui 39 minori stranieri non accompagnati. «Non c’è una spiegazione ma una constatazione: dipende dagli sbarchi. Ed è vero che in estate aumentano – continua Garufi - ma è abbastanza impensabile arrivare alla cifra che ci ha portato a dover aprire il Centro temporaneo di accoglienza di Martorano».
Martorano che a Ferragosto compirà un (troppo invisibile) anno di vita e oggi ospita 88 persone. «Via via che si liberano posti nei Cas ordinari, si va in ordine cronologico. In questo momento restano 6 persone arrivate a dicembre, le altre sono sbarcate nel 2024. Il ricambio l’abbiamo assicurato, e non ci sono più minori non accompagnati».
Nell’area ex Columbus i migranti, tutti maschi, sono alloggiati in container, sotto la gestione della Protezione Civile con la cooperativa World in progress. Soluzioni “temporanee” e di emergenza del genere sono state introdotte dal Decreto Cutro qualora i posti in Cas siano esauriti. Ma li prevede a servizi ridotti e tra le assenze c'è n'è una essenziale: l’insegnamento della lingua italiana. Se a Martorano le lezioni ci sono, affollatissime, è per iniziativa personale di alcune volontarie.
«E io incito ed esorto le forze buone della città a farsi avanti e ad adoperarsi – dice il prefetto -. Se ci fossero nuove soluzioni di alloggio è ovvio che sarebbe possibile parlare di un superamento del Centro, fermo restando che a mio modo di vedere è molto ben gestito, con un livello qualitativamente decoroso di accoglienza». Aggiunge un «non senza fatica da parte della Protezione civile». Protezione Civile che - è bene ricordarlo - è formata da volontari e volontarie, è allenata alle emergenze ma sicuramente non ha tra le proprie competenze la gestione prolungata di strutture complesse come questa.
Tra le motivazioni che spesso vengono citate per i bandi andati deserti, c'è quella di una offerta anti-economica rispetto ad attività, impegno e spese sostenute. «Non mi sento più di convenire su questo punto: il nuovo capitolato elimina l'elemento forfettario di 30 euro al giorno a ospite ed è calibrato sulle spese contabilizzate», chiarisce il prefetto. Che intanto si appresta a riportare l'attenzione anche sull'accoglienza dei Comuni. È partita ieri la serie di incontri singoli per conoscere sindaci e sindache neoeletti, nel fine settimana ci sarà quello di gruppo con chi ha avuto una riconferma. E nelle prossime settimane si punterà su un nuovo livello di sensibilità e di equità nella ripartizione dei posti.
Chiara Cacciani
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