Scomparso
Ha dedicato una vita allo sport e alla corsa Stefano Schia, scomparso a 84 anni.
Lo si potrebbe definire una colonna portante dell’atletica Casone, che gli ha dedicato una serie di pensieri, anche se Schia è stato molto altro. A tracciarne il ricordo è il figlio Lorenzo con cui aveva un legame strettissimo.
Classe 1940, Stefano Schia in gioventù era stato un contadino, impegnandosi a curare le mucche di famiglia. Nel corso degli anni la passione per l'atletica è diventata sempre più importante, portandolo a disputare anche il campionato mondiale amatori di corsa su pista.
Tanti i primati raggiunti
Tanti anche i primati personali raggiunti: Schia è stato il primo medesanese ad aver partecipato alla maratona di New York piazzandosi 332esimo in 4 ore e 8 minuti.
Il primo sport praticato da Schia in realtà era stato lo sci, anche se in un modo ben diverso da quello del giorno d'oggi. È anche in quei frangenti che impara a non mollare mai; una mentalità che trasmette al figlio e a quanti incontra nel corso degli anni.
Nel 1967 si sposa con Anna che diventa la sua «manager», tanto che nel 1970 porta a Sant’Andrea figure di sportivi di primo piano come Gustav Thöni e Pierino Gros.
Stefano Schia nel corso della sua vita ha svolto vari lavori: il casaro, il ruspista, il trasportatore, lavorando quindi alle fonti Sant’Andrea fino alla pensione.
Gli allenamenti
Da quel momento inizia a emergere il nuovo Stefano Schia, ancora più forte e determinato nel provare programmi di allenamento e percorsi nella natura (La Camminata delle Fonti lungo il rio Fabbro).
Oltre 800 corse
Tante le corse da ricordare. Schia aveva partecipato al campionato mondiale amatori nella gara dei 5mila metri a Misano, ottenendo un ottimo risultato. Non solo. Nei 30 anni di attività aveva presto parte a oltre 800 gare in Italia, oltre a svariate maratone in Europa, in America e in Asia fra cui quella di Istanbul, corsa in sole cinque ore a 71 anni di età.
«Lo sport insegna - questa l’idea di Stefano Schia, riportata dal figlio - che l’umanità e l’amicizia non sono una semplice stretta di mano ma molto di più e usando il buonsenso si può andare lontano».
«Sono rimasto davvero molto colpito dalla dimostrazione di vicinanza e affetto ricevuti - afferma Lorenzo Schia - : grazie ai ricordi di tanti ho capito che mio padre era un “superuomo” di grande umiltà, una persona unica, di cui andrò sempre fiero».
I ricordi degli amici
Toccante anche il ricordo degli amici dell'Atletica Casone, con i quali ha condiviso mille «avventure» e corse. «Lo ricordiamo alla guida del suo pickup rosso - recita un messaggio dell’Atletica Casone - accompagnato da Anna o all’arrivo di qualche gara, sempre sorridente e allegro». «Lo conoscevano tutti - proseguono gli amici di sempre della società sportiva - i più navigati avranno condiviso con lui qualche gara, i più giovani lo ricorderanno mentre porgeva un bicchiere o gridava per incitarli».
«Una persona unica»
«Ogni podista dovrebbe essere ricordato per quel che ha fatto - ricorda un altro messaggio del gruppo - Stefano era un maratoneta di lungo corso e una colonna portante dell’Atletica Casone: migliaia i chilometri percorsi, le trasferte compiute, così come le avventure, le amicizie e le risate». «Era impossibile non essergli amico - concludono - tanta era la sua umanità e simpatia».
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