PARMA
«Conoscevo Ricky fin da bambino, per me era quasi un figlio». A dirlo, con la voce rotta è il titolare della Ram Service, l'azienda meccanica di Reggio in cui Riccardo Fanti aveva iniziato a lavorare dopo uno stage mentre studiava ancora all'Itis di Parma dove si era diplomato come perito elettronico.
D'altra parte il ragazzo, pur avendo sempre abitato appena oltre l'Enza, era sempre stato legato alla nostra città. Tutta la sua carriera scolastica si è, infatti, svolta a Parma dove, tra l'altro, lavora anche la madre che si occupa di gare d'appalto. Ma non solo la scuola: il ragazzo, per anni, ha giocato a calcio nella squadra di Colorno e anche buona parte dei suoi amici abitano nella nostra provincia. E anche l'altra sera, prima dell'incidente, era stato con la solita compagnia a Noceto dove in tanti ora lo piangono.
«Era un ragazzo sportivo ed era appena rientrato da una breve vacanza. Aveva percorso con un amico la Via degli Dei, sull'Appennino tra Bologna e Firenze, quella dei trekking era la sua grande passione», ricordano in tanti ripensando anche alle sue lunghe passeggiate tra i laghetti dove amava andare a pesca.
«Riccardo era un ragazzo d'oro -prosegue il datore di lavoro -. Un ragazzo appassionato, umile, educato, gentile. Una di quelle persone che si fanno sempre benvolere da tutti, mai con una parola fuori posto. Quella che è accaduta è davvero una tragedia assurda».
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