Scuola
Al Marconi è già realtà, ma presidi di altri istituti superiori ci stanno pensando: niente scuola al sabato. E se il riscontro con le famiglie nei licei che hanno già avviato la settimana corta, in particolare al Maria Luigia da tempo e nel biennio di alcuni indirizzi del Bertolucci e del linguistico Romagnosi, è esaustivo, il progetto funziona, perché piace a studenti e genitori.
Ormai tutti gli istituti comprensivi lavorano su 5 giorni e quindi anche le superiori stanno cambiando il calendario: gli studenti e le famiglie sono abituati, per cui per il principio della continuità l'idea è calzante: «Con il nuovo anno scolastico diamo l'avvio alla sperimentazione del sabato a casa - spiega la dirigente del liceo Marconi Gloria Cattani -. La sperimentazione è la fine di un processo che dura da due anni, portato avanti dal collegio docenti, che ha rilevato tutta una serie di difficoltà da parte degli studenti a seguire la programmazione didattica in una scuola ad alto impatto di conoscenza come è il liceo».
Un corso di studi tradizionalmente con pochi laboratori e che si fonda sulla costruzione di conoscenza, per lo più teorica, per creare le competenze disciplinari negli studenti: «L'apprendimento in un liceo avviene con ridotte attività pratiche e molta attività cognitiva: purtroppo oggi gli studenti si distraggono con molta facilità, sono meno abituati di un tempo a trascorrere ore sui libri, sono spesso preda di ansia da prestazione, per cui abbiamo cercato una programmazione didattica più funzionale - continua la dirigente Cattani -. Abbiamo utilizzato il Pnrr per i fini che vogliamo perseguire, ripensando al digitale e al tempo scuola. Abbiamo cercato di offrire agli studenti dei momenti per rielaborare insieme dei contenuti, sostenuti dai docenti. Così abbiamo ricavato un tempo scuola diverso dal tradizionale: 3 ore di lezione da 60 minuti e 3 ore da 55 ogni mattina. In questo modo è possibile ricavare 10 minuti molto utili alla nuova proposta didattica. Ai quali si aggiungono le ore non svolte il sabato mattina. Questa giornata è destinata alle scelte personali di ogni studente: sport, studio, tempo libero. Questo tempo nuovo viene impegnato dalla proposta, che è il fulcro della innovazione, di percorsi di didattica per connessioni: cerchiamo, in sostanza, di favorire percorsi strutturati per fare capire meglio agli studenti il senso delle varie discipline: perché studiare quei contenuti, apparentemente astratti, quale senso produce, a cosa serve? Queste le domande che spesso bloccano l’apprendimento: connettendo le discipline tra di loro, in percorsi cognitivi di alto livello, portiamo il mondo dentro la scuola».
Al Marconi si andrà quindi a scuola dal lunedì al venerdì con inizio delle lezioni alle 7,50: «Al biennio - precisa la preside Cattani - gli studenti usciranno alle 13,35 due giorni e alle 12,40 tre giorni a settimana. Al triennio invece si uscirà sempre alle 13,35. I primi quattro sabati dell'anno scolastico 24-25, dal 16 settembre al 12 ottobre tutti gli studenti del Marconi verranno a scuola dalle 8 alle 12. Poi, per tutti, niente più sabato a scuola, ma ci sarà circa un rientro pomeridiano al mese: cinque per il biennio e sette per il triennio dalle 14 alle 16».
E le famiglie come hanno preso questa grande novità? «Abbiamo interpellato, con un sondaggio, sia studenti sia genitori - risponde la dirigente del Marconi -. E rispetto al sabato e ai rientri pomeridiani il 50% ha risposto in maniera favorevole e l'altro 50% in modo contrario. Chiaramente è la percentuale di quelli che hanno risposto».
Ma con l'uscita alle 13,35 i ragazzi avranno problemi a tornare a casa con il bus? «Non a caso abbiamo scelto l'orario delle 13,35 - conclude la preside Cattani -. Abbiamo scelto questo orario, dopo aver analizzato gli orari invernali del trasporto pubblico e dopo aver verificato le uscite delle scuole che fanno già sei ore, naturalmente considerando la possibilità dei 10 minuti dell'uscita anticipata per chi poteva avere problemi di trasporto. In più abbiamo chiesto alla Provincia un'interlocuzione con la Tep, che ha preso in carico la nostra situazione con i nostri orari e si è impegnata per apportare quei minimi miglioramenti consentiti dalla complessiva organizzazione oraria del trasporto provinciale».
Mara Varoli
Manuela Nardella, preside del liceo Ulivi, è appena uscita dalla Commissione «per valutare le modifiche dell'orario scolastico - ammette -, che poi saranno portate al Collegio docenti. Si è avviato un iter di discussione sul tema. Ora quale sarà l'esito si vedrà. La decisione è degli organi collegiali e soprattutto del Consiglio d'istituto. C'è un passaggio fondamentale al Collegio docenti che farà le sue considerazioni didattiche. Sono molto interessata al dibattito. C'è una richiesta del territorio per la settimana corta, che coinvolge aspetti ambientali e sociali, ma la scuola è chiamata a valutare gli obiettivi di formazione. In linea di principio non sono contraria al sabato a casa, ma la proposta va analizzata da tutti i punti di vista: ho fiducia che dalla discussione emerga la migliore soluzione possibile».
M.V.
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